Il milione (Pagani, 1827)/Il Milione di Marco Polo, Testo della Crusca/19

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19. Della Maraviglia di Bauda, e della montagna

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19. Della Maraviglia di Bauda, e della montagna
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[p. 15 modifica]19. della maraviglia di bauda e della montagna (4).

Ora vi conterò una maraviglia che avvenne a Baudat, e a Mosul. Negli anni mccxxv. era uno Califfo in Baudat che molto odiava gli Cristiani; e ciò è naturale alli Saracini. Egli pensò di fare tornare gli Cristiani Saracini, o di uccidergli tutti, e a questo avea suoi consiglieri Saracini. Ora mandò lo Califfo per tutti gli Cristiani ch’ erano di la, e misse loro dinanzi questo punto : che egli trovava in uno Vangelo iscritto, che se alcuno Cristiano avesse tanta fede quanto un granello di senape, per suo prego che facesse a Dio, farebbe giugnere due montagne insieme; (5) e mostrò loro lo \ angelo. Gli Cristiani dissero che bene era vero : dunque, disse 1 Califfo, tra voi tutti dee essere tanta fede, quanto un granello di senape; or dunque fate rimuovere quella moniagna, od io vi ucciderò tutti,0 voi vi farete Saracini, che chi non ha fede dee essere morto : e di questo fare diede loro termine dieci dì. Quando gli Cristiani [p. 16 modifica]no ciò ch' el Califfo avea detto ebbono grandissima paura, e non sapevano che si fare. Ragunaronsi tutti, piccoli e grandi (1), maschi e femmine, arcivescovi e vescovi, e pregarono assai Iddio, e istettono otto dì tutti in orazione, pregando che Iddio loro aitasse, e guardassegli da sì crudele morte. La nona notte apparve 1’Angiolo al vescovo ch’ era mollo santo uomo, e dissegli, che andasse la mattina al cotale calzolaio (2), e che gli dicesse che la montagna si muterebbe. Quello calzolaio (3) era buono uomo, ed era di sì buona vita, che un dì una femmina venne a sua bottega molto bella, nella quale un poco peccò cogli occhi, ed egli colla lesina vi si percosse, sicché mai non ne vidde; sicché egli era santo e buono uomo. Quando questa visione venne al vescovo, che per lo calzolaio si dovea mutare la montagna, fece radunare tutti gli Cristiani, e disse loro la visione. Allora lo vescovo pregò lo calzolaio, che pregasse Iddio che mutasse la montagna : ed egli disse, ch’egli non era uomo sufficiente a ciò : tanto fu pregato per gli Cristiani, che lo calzolaio si mise ia orazione. Quando il termine fu compiuto, la mattina tutti gli Cristiani n’andarono alla chiesa, e feciono cantare la Messa, pregando Iddio, che gli aiutasse, poscia tolsero la Croce e andarono nel piano dinanzi a questa montagna; e quivi era tra maschi e femmine, piccoli e grandi, bene ceni ornila. E l Califf o vi venne con molti Saracini armati per uccidere tutti gli Cristiani, credendo che la montagna non si mutasse. Stando gli Cristiani in orazione dinanzi alla Croce ginocchioni, e pregando Iddio di questo fatto, la montagna cominciò a rovinare e a mutarsi (4). Gli Saracini veggendò ciò si maravigliarono molto, e il Califfo si convertì con molti Saracini, e quando lo Califfo morìo, si trovò una croce al collo, e gli Saracini vedendo questo noi sotterrarono nel monimento1 con gli altri Califfi passati, anzi lo missonò in un altro luogo. Or lasciamo di Toris, e diciamo di Persia.


Varianti

[p. 15 modifica](4) Della montagna di Baudac (C. Pucc.) - (5) Dicendo a uno monte partiti, quinci ei partirebbe (ibid.) [p. 16 modifica](1) Religiosi e secolari (C. Pucc.) - (2) A un certo uomo che racconciava i calzari vecchi (C. Pucc.) - (3) Questo ciabattiere era uno santo uomo, al quale venendo uno dì una femmina alla bottega sua, la quale era molto bella, subitamente si senti nel cuore alcuno pensiero non onesto, di che sentendosi scandalizzato dall'occhio suo tolse subitamente la lesina, e percossesi nell'occhio, che accecconne (C. Pucc.). - (4) Del luogo suo (C. Pucc.)

  1. Monimento per avello fu usato altri trecentisti. Ma usò delicatemente una tal voce per non dire sepoltura, voce che adopera nel capo seguente per il sepolcro de' Magi.