Il selvaggiume che viene in Fiorenza

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Adriano de' Rossi

XIV secolo S Indice:Le Rime di Cino da Pistoia.djvu sonetti Letteratura Il selvaggiume che viene in Fiorenza Intestazione 8 ottobre 2016 75% Da definire

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Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta Rime scelte di poeti del secolo XIV


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     Il selvaggiume che viene in Fiorenza
Occupa molto dell’altrui ragioni;
Che lepri e cavrïuol per testimoni
4Ci voglion più che buona coscïenza.
     E dàssi piena fede ed udïenza
A starne quaglie fagiani e pippioni;
Sì ch’elle rompon le riformagioni
8E fanno rivocare ogni sentenza.
     Or non so io qual agnol Gabriello
Non si piegasse veggendo la soma
11Di frutte e di cappon per soprassello;
     Perchè la lealtà ch’ebbe già Roma
Al tutto è spenta, e Fabrizio e Metello
14E i lor seguaci han bando della chioma;
          E più non ci si noma
Chi lascia se per acquistar onore;
17Ma chi peggio ti fa, quegli è migliore.


(Questo e l’antecedente, dal Crescimbeni, Storia della volgar poesia,ediz. cit., 1. c.)