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Io, per brio, saperebbe volentieri

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Giuseppe Gioachino Belli

1847 Indice:Sonetti romaneschi V.djvu sonetti letteratura Io, per brio, saperebbe volentieri Intestazione 16 giugno 2025 100% Da definire

Er poverello de malagrazzia Le vecchie pupe
Questo testo fa parte della raccolta Sonetti romaneschi/Sonetti del 1847 e 1849

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. . . . . . . . . . . . . . .[1]

     Io, per brio, saperebbe volentieri
Si curre puro nell’antri paesi
Sta fiumara[2] de ppréncipi, marchesi,
Conti, duchi, bbaroni e ccavajjeri.

     Perché a Rroma, per brio, tra ffarzi e vveri,
N’ho intesi tanti a mmentuà, nn’ho intesi,
Che mmeno so’ li moccoletti accesi[3]
Che ttengheno smorzati li drughieri.

     È una gran cosa, pe’ cquer brio sagrato,
De nun poté ffà un passo in gnisun loco,
Senza pijjà de petto un titolato!

     Eh, Ppapa io, nun me faria confonne!
Vorìa ridùsce[4] er monno a ppoc’a ppoco
Tutto quanto in du’ crasse: ommini e ddonne.

9 gennaio 1847.

Note

  1. [Senza titolo.]
  2. [Questa fiumana.]
  3. [Cioè: “moccoli arsi in parte,„ perchè i droghieri sogliono darli a calo.]
  4. [Vorrei ridurre.]