Io pur, la Dio mercè, rivolgo il passo
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I
O pur, la Dio mercè, rivolgo il passoDopo il sest’anno a rivederti almeno,
Superba Italia; poi che starti in seno
4Dal Barbarico stuol m’è tolto, ahi lasso!
E con gli occhi dolenti e ’l viso basso
Sospiro, e inchino il mio natío terreno,
Di dolor, di timor, di rabbia pieno,
8Di speranza e di gioia ignudo e casso.
Poi ritorno a calcar l’Alpi nevose,
E ’l buon gallo sentier, ch’io trovo amico
11Più de’ figli d’altrui, che tu de’ tuoi.
Ivi al soggiorno solitario aprico
Mi starò sempre in quelle valli ombrose,
14Poi che il ciel lo consente, e tu lo vuoi.