L'Effigie di Roma/Introduzione

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L'Effigie di Roma L'effigie di Roma


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Un profondo sentimento di gratitudine verso l’Instituto di corrispondenza archeologica mi consiglia a festeggiare il suo cinquantesimo anniversario con questo mio tenue lavoro, il quale, avendo per soggetto i monumenti più antichi della personificazione di Roma, ho creduto essere il meglio adatto alla circostanza.

Non parlerò che di poche monete del tempo della repubblica, alle quali però farò precedere, quasi come proemio, una di città italo-greca; ma essendochè quelle monete romane fanno parte di classe molto ricca e svariata di monumenti, così il tema non potrà essere svolto se non avuto riguardo a tutta quella classe. Chi conosce l’ampiezza [p. 6 modifica]e la fertilità dell’indicato campo, scuserà più facilmente il giro un po’ lungo di qualche osservazione.

I disegni pubblicati sulla tavola aggiunta sono ricavati dai notissimi libri del d’Ailly, Blacas, Cohen e Luynes, nel riprodurli però mi servii anche dei denari bellissimi del medagliere vaticano e della collezione del D.re Imhoof-Blumer, al quale come ai ch. signori von Sallet e C. L. Visconti intendo qui rendere pubblico attestato di ringraziamenti. Quanto, poi io debba alla Storia della moneta romana dell’illustre Mommsen, ogni pagina del mio lavoro lo palesa.