L'amatore di oggetti d'arte e di curiosità/Ceroplastica

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Ceroplastica

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CEROPLASTICA



Accade talvolta all’Amatore di trovare oggetti in cera, quali statuette, medaglioni, bassorilievi, busti, animali, ecc. Sappia che anch’essi hanno il loro valore, allorché svelano Topera di un artista, e formano pur essi oggetto di collezione. Sembra che la ceroplastica abbia avuto la sua origine nell’Egitto e nella Persia dove vigeva l’uso di imbalsamare i cadaveri con cera. Quest’arte era pure assai in fiore presso i Greci ed i Romani, come si può rilevare dai loro scrittori. I Greci, questi maestri del gusto, appresero assai per tempo ad applicare la cera alle arti, e la ceroplastica vi ebbe i suoi artefici famosi come la statuaria in marmo ed in metallo, che produssero ritratti e statue degli dèi. Ma era specialmente ad Amore che s’innalzavano tali statue. Anacreonte in una delle Odi che gli vengono attribuite parla di una di queste figurine rappresentante Amore; e volgendosi ad un giovane che le vendeva, per trattarne il prezzo, ne ha questa risposta: « [p. 976 modifica]Datemi quanto volete. Io non sono plasmatore in cera, ma non voglio abitare più a lungo con un Amore che si diverte a tutto consumare col suo fuoco. — In questo caso, io acquisterò per una dramma quest’ospite incantevole. — Per te, o Cupido! Infiamma tosto il mio cuore: se no io ti getterò nel fuoco, e ti ritornerò liquida cera. Per te, o Cupido! Infiamma tosto il mio cuore: se no io ti getterò nel fuoco, e ti ritornerò liquida cera.»

I greci tenevano tali immagini nelle camere da letto, immagini di cari estinti e di divinità tutelari, come pure, ad imitazione di questi facevano i Romani di famiglie patrizie, e le rendevano partecipi delle gioie e dei dolori di famiglia disponendoli attorno ai cadaveri dei defunti allorché l'atra morte picchiava alle lor porte, o coronandoli di alloro nei giorni di allegrezza per nozze, trionfi o altri fausti avvenimenti.

Ma nel Secolo XV la ceroplastica divenne compagna necessaria della scoltura e della oreficeria: infatti dei lavori migliori in cera noi dobbiamo cercar gli autori fra i più celebri artisti delle diverse epoche, i quali non isdegnarono lasciar da parte, in certi momenti, il marmo, il bronzo, l'argento, la creta e la tavolozza per questa materia. Quindi ci lasciarono lavori in simil genere un Luca della Robbia, un Baccio Bandinelli, un Francesco Francia, un Andrea Verrocchio, un Guido Mazzoni, meraviglioso artefice di gruppi in terra cotta di figure grandi al vero, scene piene di suggestiva verità (seconda metà del sec. XV), ed un Antonio Begarelli da Modena, continuatore della grand'arte del Mazzoni (1498- 1565), per citarne alcuni solamente; il museo di Münich possiede una [p. 977 modifica] deposizione dalla croce che viene attribuita nientemeno che a Michelangelo; e parecchi altri musei d’Europa vantano capolavori di questa fatta.

L’arte della ceroplastica policroma si può dividere in tre scuole principali, cioè l’Italiana, la Francese e la Tedesca.
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La Scuola Italiana che fu la prima, è anche la più perfetta: in essa è evidente la continua ricerca del bello, la grazia naturale delle figure, l’incanto delle sue concezioni, la purezza della forma. La Scuola Francese è meno perfetta, ma è più leggiera e delicata, il suo stile è elegante, la forma assai graziosa. La Scuola Tedesca è più dotta delle altre due, si compiace delle difficoltà che spesso vince, ricerca troppo il dettaglio, ma, ciò nondimeno, la verità dell’espressione non è sminuita, e si sente in essa l’influenza dei grandi maestri ed in modo speciale di Holbein e del Dürer. Vi eccelsero in modo speciale nell’esecuzione di medaglioni Laurent Strauch e Wenceslau Maller di Norimberga, Weilhem Mayer nel secolo XVI, e Raymond Faltz e Braunin nel secolo XVII. [p. 978 modifica]

Nel Secolo XVI in Italia si è fatta un’infinità di piccoli ritratti a forma di medaglioni in cera policroma arricchiti di perle, di oro e di pagliette per rendere vieppiù splendide le vesti dei personaggi

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Ritratto di Francesco Della Rovere duca di Urbino Opera in cera policroma di Maestro Italiano del secolo XVI° (Museo Sauvageot)

ch’essi rappresentavano; ed in questo genere parecchi artisti acquistarono fama; non ultimi, fra questi, Alfonso Lombardi scultore Ferrarese n. nel 1487, m. nel 1530, che ritrasse i più celebri personaggi del suo tempo, Pastorino da Siena pittore ed incisore, e Benvenuto Cellini. Un esempio di questo genere [p. 979 modifica] ce lo offre l’alto rilievo in cera colorata (m. 0.40 per 0.30), che è nel Museo Correr di Venezia, rappresentante una «battaglia di cavalieri Romani». I combattenti che impugnano armi d’acciaio, hanno vesti sapientemente ricoperte di lamine d’oro e d’argento. Capolavoro di pazienza e di abilità della seconda metà del secolo XVI.

I Tedeschi e gli Svizzeri tentano di emulare in questo stile gli Italiani, ma la verità nelle loro mani rimase falsata, materiale, brutale; diedero importanza agli splendori degli ornamenti a danno dell’interpretazione dei soggetti. L’occhio nostro rimane più abbagliato che soddisfatto da questi ritratti che recano capelli veri, e perle fine agli orecchi.

Né i Francesi rimasero estranei a questo movimento: e di quest’epoca il Museo Cluny possiede una serie di medaglioni in cera colorata acclusi in iscatole di cuoio lavorate a piccoli ferri, che possono dare una giusta idea di questo ramo d’arte in Francia a quel tempo, appartenendo essi alla seconda metà del secolo XVI.

I Secoli XVII e XVIII ebbero anch’essi i loro artisti in cera, continuando in modo speciale la tradizione dei ritratti del secolo precedente, e verso la fine del secolo XVIII si modellarono soggetti storici, mitologici di animali, ecc.: a questo periodo appunto appartengono certi piccoli ritratti e soggetti a forma di medaglioni, policromi gli uni, altri imitanti la terra cotta, su fondo di vetro color bianco latte, o di ardesia, che, a guisa di cammei, ordinariamente servivano come coperchio di tabacchiere. [p. 980 modifica]

Questi lavori possono talvolta raggiungere prezzi relativamente elevati. Consigliamo agli Amatori, di cercare, quando loro si presenta l’occasione, fra i doni votivi delle chiese antiche, specialmente d’Italia: quivi avviene, talvolta, di poter trovare pezzi di qualche importanza. Questo a noi è avvenuto in chiese di campagna, senza essere amatori di questo genere se non per incidenza.

Ma sopratutto la nostra attenzione deve soffermarsi ai ritratti, che sempre, o quasi sempre, eseguiti dal vero, hanno interesse grandissimo per l’iconografia e per la storia.

Qui facciamo seguire un Elenco di Artisti m Ceroplastica. [p. 981 modifica]{

I ARTISTI IN CEROPLASTICA



ABBONDIO Alessandro, (da alcuni detto milanese, ma figlio di Alessandro nobile Fiorentino ed allievo di Michelangelo), educato dal padre, si dedicò alla ceroplastica a colori, nel cui genere lasciò ottime statuine e scene. Segui il genitore in Germania, presso Rodolio II", morto il quale, si portò presso l'Elettore di Monaco, dove mori dopo avere a lungo operato. A D. — Abramo Drentmet, cesellatore e modellatore in cera, i—n Augsbourg, morto nel 1727.

A. D. V. V. Vries, nella parte Piccola scoltura.

ALIX, esponeva nel 1814 al «Salon» un bambino in cera colorata, al vero.

AMB.

oppure — Anna Maria Braun Pfrund, modellatrice in cera,

AMP.

BENEDETTO DEL CERCHIO (m. nel 1704), scultore di Joigny in Borgogna, era eccellente nei ritratti in cera : in tal modo ritrasse i primi personaggi di corte dei suoi tempi. Fu chiamato del Cerchio poiché era questa la disposizione da esso data ai suoi personaggi.

BENOIST o BENOIT Antoine, n. il 24 febbraio 1632 a Joigny (Yvonne), n. l'8 aprile 171 7 a Parigi, «pittore del re e suo unico scultore in cera colorata», fu pure plasmatore in creta, e buon miniatore. Ne fanno fede le venti miniature di lui dipinte in « grisaille» su pergamena, che il Gabinetto delle medaglie della biblioteca nazionale di parigi conserva riunite in due quadri. Entrò assai per tempo ai servigi di Luigi XIV, [p. 982 modifica] di cui eseguì molte volte il ritratto, come tutta la corte di questo re passò per le sue mani. Ebbe, vivente, fama, onori e d elogi di prosatori e poeti. L'abate De Merolles di lui disse, nel suo «Livre des peintres et graveurs»

C’est Antoine Benoist, de Joigny, de Bourgoigne,
Qui fait tonte la Cour si bien au naturel,
Avecque de la ciré où se joint le pastel,
Que de la vèrite l'ame seule s’éloigne.

Nobile di razza, suo padre derogò da’ suoi titoli, avendo abbracciata la professione di scultore in legno: ma Antoine ebbe riconfermato il titolo dal re.

Giacomo II re d’Inghilterra a cui era giunta notizia dei meriti e della fama di Benois, lo chiamò presso di sé, e durante quella dimora, esegui i ritratti di tutta quella corte.

Uno de’ suoi capolavori che si conserva al Museo di Versailles, parla luminosamente del suo valore. Ė un medaglione in cera colorata rappresentante al naturale, di profilo Luuigi XIV in età di 60 anni circa. Nulla potrebbe meglio dare l’illusione straordinaria che produce quest’immagine quasi vivente del gran re. Sono assai visibili le impronte del vaiolo, particolare che non esiste su nessun ritratto di lui dipinto, o scolpito: e chi compie studi su Luigi XIV deve consultare questo ritratto prima di qualsiasi altro. Proviene dal Gabinetto del Conte di Maurepas, e ricorda gli antichi modelli in cera Romani.

Dal 1660 al 1704, Benoist ha eseguito sette medaglioni di Luigi XIV, che posava con molta pazienza. Nel 1668 ottenne un privilegio per poter esporre e far vedere in Parigi e provincia una serie di ritratti di «principi e principesse, duchi e duchesse, ecc.» che componevano la corte della defunta Regina.

BLOCK Giovanna Koerten, olandese (n. in Amsterdam nel 1650, m. ivi nel 1715), modellava in cera superbamente, incideva a diamante sopra il cristallo con meravigliosa delicatezza; copiava quadri a trapunto di seta con disposizione di colori veramente artistica; frastagliava colle forbici sulla carta paesi, marine e ritratti, e con una tale finezza come se fossero intagliati a bulino.

BOTTI o BOTTO Marco Antonio, Genovese, m. nel 1648, in età di 76 anni, appreso il disegno presso Gio. Bernardino Ansalone, Napoletano, studiò due anni in Francia l’arte di plasmare ritratti in cera colorati al naturale, e lasciò capolavori pregievolissimi. Due suoi bellissimi ritratti si vedono tuttora nel Conservatorio delle Figlie di S. Giuseppe, in Genova.

BOURDIN Michel, nativo di Orléans, fioriva a Parigi nel 1609, anno in cui nacque suo figlio Michel II Bourdin. Furono ambedue scultori e ceroplastici. [p. 983 modifica] BAROOU (1782), specializzava in animali «con verità e precisione di lavoro»

BABONOT o BABOUOT, fioriva intorno all’anno IX ed è autore di molti piccoli ritratti in avorio ed in cera di personaggi famosi.

BRUNET, abitava a Parigi, faubourg du Tempie, nel 1800. Esponeva al «Salon>> dell’anno IX un busto del primo Console, ed un modello di pendola rappresentante il Ritorno di Marte presso Venere.

CADET DE BEAUPRÉ, allievo di Clodion, operava egregiamente in cera nella maniera del maestro.

CASONE Antonio di Ancona sul principio del Sec. XVII, ottimo disegnatore, modellava in cera, capricci, fontane, prospettive, ecc. Eseguì a Roma importanti bassorilievi in cera policroma: ed a lui si attribuisce la Leda della Collezione del Barone Carlo Davillier.

CHEVALIER, scultore in avorio Francese (1690), lasciò ottimi lavori in cera.

CLODION (Michel Claude, detto) n. a Nancy il 20 dicembre 1728, m. a Parigi nel 1814. Di questo celebre autore che in stile purissimo ci lasciò tante meravigliose opere in terra-cotta non solo, ma anche in marmo, non è qui il caso di dilungarci a discorrere. Ricorderemo solamente che plasmò pure in cera opere egregie.

COURIONER operava al tempo di Iuigi XVI piccoli ritratti in cera policroma, alla maniera Italiana del XVI secolo. /. Gabriel Ficsinger ha riprodotto in incisione un ritratto in cera di «Louis-Philippe-Joseph «dal Courigner eseguito nel 1789.


DANFRIE Philippe I.,n. intorno al 1534, Francese, incisore in metalli e di monete a Parigi, aveva laboratorio nel «faubourg St. Antoine», ed ottenne da re Eurico III ed Enrico IV la carica di «tailleur géné-al des monnaies de France». Nelle lettere patenti accordategli in data 5 marzo 1606 è elogiato per le sue «belles inventions en cirgraphie».

DANFRIE Philippe II, intorno al 1572, m. al Louvre nel 1604, figlio ed allievo del precedente, sin dal 1595 «.controllore generale dei ponzoni e delle effigie del Re per la moneta» sotto il nome di «Danfrie le jeuie», mori al Louvre nel 15o4. Gli scrittori del suo tempo ne compiono gli elogi per tutti i suoi lavori e specialmente per quelli in cera. A lui ed al suo padre si sogliono attribuire, in Francia, certi piccoli ritratti in questo genere, di ottima esecuzione che riproducono personaggi in costume di quest’epoca. Il museo di Cluny ne possiede una serie di personaggi reali: Luigi XII, Francesco I, Anna di Bretagna regina di Francia, Carlo l’imperatore, Caterina De Medici, Carlo IX, Enrico III, Clément Marot, poeta ecc. Essi sono chiusi in iscatole di cuoio con fregi a piccoli ferri.

DRENTUET Abraham, viveva ed operava nel sec. XVI. [p. 984 modifica] DIDOT M.me, eseguiva fiori in cera, verso la fine del regno di Napoleone I. DUBUT Frédéric-Guillaume, operava intorno al 1740. Era nativo di Munich, e mori a Dantzig. Portò la moda dei ritratti di cera in Russia, dove eseguì un’infinità di medaglioni per quella corte: quelli di Pietro il Grande, di Caterina, di sua figlia Elisabetta, di Pietro Schuwaloff, ecc. Esegui pure notevoli ritratti dei principali personaggi delle corti di Dresda e di Miinich. FLORION, autore di un busto in marmo di Iepeletier de St. Fargean (Vedasi più sotto la voce Oysi), nel 1793 espose al Salon varii ritratti in cera. GIRAUD Giovanni, Conte, n. a Roma nel 1776, m. a Napoli nel 1834, spirito bizzarro, ci ha lasciato una raccolta di Epigrammi originali, e colto nella musica, si dedicò alla pittura ed alla ceroplastica con esito felice. Dimorò a Parigi dal 1809 al 191 2, dove fu fatto direttore dei Teatri nei dipartimenti di qua dall’Alpi, e compose una serie di commedi» stampate col titolo di Teatro Domestico. GUILLAUME DUPRÉ, succedette a Filippo li Danfrie nella carica di controllore generale dei ponzoni ed effige di monete. Sulle date di sua nascita e di sua morte non si hanno notizie precise. Pare si debbano fissare tra il 1574 ed il 1662. È autore di parecchie medaglie e cere commemorative. A lui sono attribuiti due busti rappresentanti il re Enrico IV in grandezza al vero, di cui uno proprietà del Duca di Avimale rappresenta il monarca in costume all’antica, e l’altro della Collezione del signor A. Desmottes lo rappresenta ancora giovane, colla barba nera e ricciuta, vestito di corazza a dorature e colori. GOlS l’ienne, m. nel 1823, accolto all’«Académie» nel 1770, espose al «Salon de la Correspondance» nel 1783 ed al Salon nel 1793GOUDON, autore di piccoli ritratti montati su tabacchiere, sotto il Consolato. GUTIERREZ DE TORICES, di Madrid, morto nel 1709, autore di figure, frutti, reliquiari, ecc. GROPALLO Pier Maria, patrizio Genovese, visse al tempo del Botti, ed al pari di questi dimostrò ingegno e valentia nella esecuzione di figurine in cera, ch’egli coloriva, vestiva e adornava, alla maniera degli autori dei presepii Genovesi. HUBERT A., n. nel 1763. KRUGER Gius., Cristiano (m. nel 181 4), allievo dell’Accademia di Dresda, sua patria, viaggiò in Russia soffermandosi piìi specialmente nella pr. di Iivonia. A Pietroburgo si diede alla incisione. Passò poscia [p. 985 modifica] in Prussia di dove ritornò a Dresda, ed ebbe la carica di incisore di monete dello stato. Suoi ritratti e busti in cera, come le sue terrecotte, sono molto pregiati.

KRAFTT, nato nel 1738, lavorò a Vienna, poi a Miinich.

LEHRNER nel 1781 esponeva al u Salon de la Correspondance» ritratti di finissima esecuzione; e nel 1783 lo si trova qualificato k Sculpteur de la cour Palatine».

MÉZARO Pierre, allievo di Bouchardon, ha eseguito pregievoli busti in terra ed in cera, ch’egli esponeva all’Accademia di San Luca, di cui era membro.

MORANO, nel 17S2 eseguiva ritratti «in cera, biscuit di Sèvres ed in Avorio».

NEUBERGER Daniele di Augsburgo (1760), plastico egregio, ha eseguito molti e variati bassorilievi di piccole proporzioni in cera coloiata. Molto noto per le sue scene storiche e le sue battaglie. Era ritrattista perfetto, perciò l’iniperatore Ferdinando III (1626-1657) l’ebbe singolarmente caro, e lo tenne di continuo occupato. Per lui ha inciso in legno, le «Metamorfosi di Ovidio >. Un suo fratello esercitava pure quest’arte, ed è fama che avessero il segreto di un miscuglio di cera che col tempo acquistava la durezza del marmo.

ONE — Marca di Oaniele Neuberger, scultore in cera a Norimberga circa il 1760.

ORSI, Scultore piemontese, operava in Parigi al tempo di Luigi XVI, acquistandosi buona fama quale modellatore in cera. Espose nel 1786 e 1787 al «Salon de la Correspondance» soggetti mitologici e ritratti che meritarono gli elogi di «La Biancherie;». Sotto la Rivoluzione installato nel «Palais-Égalité), esponeva con ammirazione della folla rappresentazioni dei fatti del tempo, fra le quali l’Assassinio di Lepeleticr De Saint-Fargeau, Convenzionale, per opera di una guardia del corpo all’indomani del giorno in cui egli aveva votata la morte di Lnigi XVI (1793); e l’assassinio di Marat, per opera di Carlotta Corday (1793).

ORSINO Andrea (1432-1488), amico ed allievo di Andrea Verocchio, ebbe da questi il metodo di trattar la cera. Ad Orsino è attribuito il meraviglioso busto di giovane donna che il pittore Wicar ha lasciato al Museo di Lilla, e per lungo tempo venne attribuito a Raffaello.

PINSON, Chirurgo «des Cent-Suisses >>, specialista egregio in soggetti anatomici in cera, nel 1782 è nominato pure quale esecutore del ritratto del Duca di Cosse in basso rilievo, da «La Biancherie», [p. 986 modifica]PETITOT Pierre, n. a Iatigres, operava sulla fine del secolo XVIII, ed espose al «Salons» dell’anno Vili e IX.

PFÜND Anna Maria, n. a lione (1642-1712).

OUESNOY Francesco, noto sotto il nome di Francesco Fiammingo, scultore di Bruxelles morto a lyivorno nel 1644, in età di 52 anni, oltre ai lavori in bronzo, marmo, avorio, ecc., ha pur lasciato lavori in cera rappresentanti baccanali ed altri piacevoli soggetti trattati con spirito ed arte, assai cercati. I,avorò molto in Italia.

A. RAVRAI, operava sulla fine del secolo XVIII, ed eseguiva piccoli soggetti per tabacchiere.

REGNAULT «Sculpteur, rue Taitbout» nel 1782 esponeva «al Salon de la Correspondance» soggetti mitologici e piccoli ritratti nella maniera antica, di ottima esecuzione.

RENAUD Jean-Martin, n. a Sarreguemines, autore di piccoli soggetti mitologici, storici e ritratti, per coperchi di scatole, corretti e graziosi, era già favorevolmente noto sotto I.uigi XVI; e partecipò a quasi tutte le esposizioni dall’anno Vili al 181 7.

SALLIMAGINI o del CERAIUOLO, nome dato ad una famiglia di ceroplastici Italiani egregi, i cui membri erano: Benintendi Jacopo, suo figlio Z anale e suo nipote Orsino. Quest’ultimo ebbe insegnamenti da Andrea Verocchìo, e si segnalò in modo speciale, operando per Iorenzo De Medici.

SURUGUE operava al tempo di Luigi XVI, ed esponeva al «Salon de la Correspondance)) nel 1779 e 1785 piccoli bassorilievi e medaglioni ritratti trattati con delicatezza ed arte.

TRAUTMANN Michael, nato a Bamberg nel 1742, ceroplastico del primo Vescovo di questa città nel 1778.

ZUMBO Gaetano Giulio o Gastone, abate, di famiglia nobile ma povera, nato a Siracusa nel 1656, morto a Parigi nel 1701, anno in cui aveva presentato a quell’Accademia delle Scienze una testa in cera finissimamente lavorata e acquistata da lyuigi XtV. Seco a Parigi aveva pure portato due opere considerevoli, in cera policroma: «La Natività di Gesù Cristo )) e la «Deposizione dalla croce )) la quale venne riprodotta in incisione da Elisabetta Sofia Chéron (1648-1711) nel 1710, misurante millimetri 603 per 538.

Visse a Firenze, Roma e Bologna. Pare che il segreto della colorazione della cera fosse noto a lui solo. Chiamato a Firenze dal Granduca di Toscana, che gli assegnò una lauta provvisione, restò lungo tempo al siio servizio. Quivi fece la più celebre opera «La Corruzione», ora trasferita [p. 987 modifica]Pagina:De Mauri, L'amatore di oggetti d'arte e di curiosità.djvu/987 [p. 988 modifica]Pagina:De Mauri, L'amatore di oggetti d'arte e di curiosità.djvu/988 [p. 989 modifica]Pagina:De Mauri, L'amatore di oggetti d'arte e di curiosità.djvu/989 [p. 990 modifica]Pagina:De Mauri, L'amatore di oggetti d'arte e di curiosità.djvu/990 [p. 991 modifica]Pagina:De Mauri, L'amatore di oggetti d'arte e di curiosità.djvu/991 [p. 992 modifica]Pagina:De Mauri, L'amatore di oggetti d'arte e di curiosità.djvu/992 [p. 993 modifica]Pagina:De Mauri, L'amatore di oggetti d'arte e di curiosità.djvu/993 [p. 994 modifica]Pagina:De Mauri, L'amatore di oggetti d'arte e di curiosità.djvu/994 [p. 995 modifica]Pagina:De Mauri, L'amatore di oggetti d'arte e di curiosità.djvu/995 [p. 996 modifica]Pagina:De Mauri, L'amatore di oggetti d'arte e di curiosità.djvu/996 [p. 997 modifica]Pagina:De Mauri, L'amatore di oggetti d'arte e di 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