L'amatore di oggetti d'arte e di curiosità/Ceroplastica/Storia - Arte

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Storia - Arte

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Ceroplastica Ceroplastica - Elenco di Artisti in ceroplastica

[p. 959 modifica]Accade talvolta all’Amatore di trovare oggetti in cera, quali statuette, medaglioni, bassorilievi, busti, animali, ecc. Sappia che anch’essi hanno il loro valore, allorché svelano Topera di un artista, e formano pur essi oggetto di collezione. Sembra che la ceroplastica abbia avuto la sua origine nell’Egitto e nella Persia dove vigeva l’uso di imbalsamare i cadaveri con cera. Quest’arte era pure assai in fiore presso i Greci ed i Romani, come si può rilevare dai loro scrittori. I Greci, questi maestri del gusto, appresero assai per tempo ad applicare la cera alle arti, e la ceroplastica vi ebbe i suoi artefici famosi come la statuaria in marmo ed in metallo, che produssero ritratti e statue degli dèi. Ma era specialmente ad Amore che s’innalzavano tali statue. Anacreonte in una delle Odi che gli vengono attribuite parla di una di queste figurine rappresentante Amore; e volgendosi ad un giovane che le vendeva, per trattarne il prezzo, ne ha questa risposta: « [p. 960 modifica]Datemi quanto volete. Io non sono plasmatore in cera, ma non voglio abitare più a lungo con un Amore che si diverte a tutto consumare col suo fuoco. — In questo caso, io acquisterò per una dramma quest’ospite incantevole. — Per te, o Cupido! Infiamma tosto il mio cuore: se no io ti getterò nel fuoco, e ti ritornerò liquida cera. Per te, o Cupido! Infiamma tosto il mio cuore: se no io ti getterò nel fuoco, e ti ritornerò liquida cera.»

I greci tenevano tali immagini nelle camere da letto, immagini di cari estinti e di divinità tutelari, come pure, ad imitazione di questi facevano i Romani di famiglie patrizie, e le rendevano partecipi delle gioie e dei dolori di famiglia disponendoli attorno ai cadaveri dei defunti allorché l'atra morte picchiava alle lor porte, o coronandoli di alloro nei giorni di allegrezza per nozze, trionfi o altri fausti avvenimenti.

Ma nel Secolo XV la ceroplastica divenne compagna necessaria della scoltura e della oreficeria: infatti dei lavori migliori in cera noi dobbiamo cercar gli autori fra i più celebri artisti delle diverse epoche, i quali non isdegnarono lasciar da parte, in certi momenti, il marmo, il bronzo, l'argento, la creta e la tavolozza per questa materia. Quindi ci lasciarono lavori in simil genere un Luca della Robbia, un Baccio Bandinelli, un Francesco Francia, un Andrea Verrocchio, un Guido Mazzoni, meraviglioso artefice di gruppi in terra cotta di figure grandi al vero, scene piene di suggestiva verità (seconda metà del sec. XV), ed un Antonio Begarelli da Modena, continuatore della grand'arte del Mazzoni (1498- 1565), per citarne alcuni solamente; il museo di Münich possiede una [p. 961 modifica] deposizione dalla croce che viene attribuita nientemeno che a Michelangelo; e parecchi altri musei d’Europa vantano capolavori di questa fatta.

L’arte della ceroplastica policroma si può dividere in tre scuole principali, cioè l’Italiana, la Francese e la Tedesca.
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La Scuola Italiana che fu la prima, è anche la più perfetta: in essa è evidente la continua ricerca del bello, la grazia naturale delle figure, l’incanto delle sue concezioni, la purezza della forma. La Scuola Francese è meno perfetta, ma è più leggiera e delicata, il suo stile è elegante, la forma assai graziosa. La Scuola Tedesca è più dotta delle altre due, si compiace delle difficoltà che spesso vince, ricerca troppo il dettaglio, ma, ciò nondimeno, la verità dell’espressione non è sminuita, e si sente in essa l’influenza dei grandi maestri ed in modo speciale di Holbein e del Dürer. Vi eccelsero in modo speciale nell’esecuzione di medaglioni Laurent Strauch e Wenceslau Maller di Norimberga, Weilhem Mayer nel secolo XVI, e Raymond Faltz e Braunin nel secolo XVII. [p. 962 modifica]

Nel Secolo XVI in Italia si è fatta un’infinità di piccoli ritratti a forma di medaglioni in cera policroma arricchiti di perle, di oro e di pagliette per rendere vieppiù splendide le vesti dei personaggi

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Ritratto di Francesco Della Rovere duca di Urbino Opera in cera policroma di Maestro Italiano del secolo XVI° (Museo Sauvageot)

ch’essi rappresentavano; ed in questo genere parecchi artisti acquistarono fama; non ultimi, fra questi, Alfonso Lombardi scultore Ferrarese n. nel 1487, m. nel 1530, che ritrasse i più celebri personaggi del suo tempo, Pastorino da Siena pittore ed incisore, e Benvenuto Cellini. Un esempio di questo genere [p. 963 modifica] ce lo offre l’alto rilievo in cera colorata (m. 0.40 per 0.30), che è nel Museo Correr di Venezia, rappresentante una «battaglia di cavalieri Romani». I combattenti che impugnano armi d’acciaio, hanno vesti sapientemente ricoperte di lamine d’oro e d’argento. Capolavoro di pazienza e di abilità della seconda metà del secolo XVI.

I Tedeschi e gli Svizzeri tentano di emulare in questo stile gli Italiani, ma la verità nelle loro mani rimase falsata, materiale, brutale; diedero importanza agli splendori degli ornamenti a danno dell’interpretazione dei soggetti. L’occhio nostro rimane più abbagliato che soddisfatto da questi ritratti che recano capelli veri, e perle fine agli orecchi.

Né i Francesi rimasero estranei a questo movimento: e di quest’epoca il Museo Cluny possiede una serie di medaglioni in cera colorata acclusi in iscatole di cuoio lavorate a piccoli ferri, che possono dare una giusta idea di questo ramo d’arte in Francia a quel tempo, appartenendo essi alla seconda metà del secolo XVI.

I Secoli XVII e XVIII ebbero anch’essi i loro artisti in cera, continuando in modo speciale la tradizione dei ritratti del secolo precedente, e verso la fine del secolo XVIII si modellarono soggetti storici, mitologici di animali, ecc.: a questo periodo appunto appartengono certi piccoli ritratti e soggetti a forma di medaglioni, policromi gli uni, altri imitanti la terra cotta, su fondo di vetro color bianco latte, o di ardesia, che, a guisa di cammei, ordinariamente servivano come coperchio di tabacchiere. [p. 964 modifica]

Questi lavori possono talvolta raggiungere prezzi relativamente elevati. Consigliamo agli Amatori, di cercare, quando loro si presenta l’occasione, fra i doni votivi delle chiese antiche, specialmente d’Italia: quivi avviene, talvolta, di poter trovare pezzi di qualche importanza. Questo a noi è avvenuto in chiese di campagna, senza essere amatori di questo genere se non per incidenza.

Ma sopratutto la nostra attenzione deve soffermarsi ai ritratti, che sempre, o quasi sempre, eseguiti dal vero, hanno interesse grandissimo per l’iconografia e per la storia.

Qui facciamo seguire un Elenco di Artisti m Ceroplastica.