La Cicceide legittima/I/CCXCI

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Sonetti

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La morte di D. Ciccio, e dell’unico suo figliuolo.
Al Sig. Canonico Malatesta.

ccxci.

SIgnor, morto D. Ciccio, e poco appresso
     Estinto anche il figliuol, ch’era mal vivo
     (Per il qual accidente intempestivo
     4Io pur n’ho gran rammarico in me stesso)
Mi rammenta d’un tal, ch’essendo oppresso
     Da dolor di testicoli eccessivo,
     Penando si dolea del corrosivo,
     8Cui su ’l male il Cerusico avea messo.
Or per la morte di costor provando
     Anch’io non men penose agitazioni,
     11Le voci di quel tal vo replicando,
Il qual, fra l’intensissime afflizioni
     De l’acerbo suo mal, di quando in quando
     14Fieramente gridava: Oh i miei C....