La Cicceide legittima/I/CCXXIII

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Sonetti

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D. Ciccio risoluto di lasciar la Patria.

ccxxiii.

DIsse un giorno D. Ciccio al Genitore,
     Ch’in Patria gli parea d’esser negletto,
     Onde cercar volea coll'andar fuore
     4Di por meglio in sicuro il suo rispetto.
Mosso il buon vecchio da paterno amore
     Approvonne il pensiero: e con effetto,
     Provistol di Cavallo, e Servitore,
     8Così gli disse in gioviale aspetto:
Figlio, concorro teco, e mi par bene,
     Che da questa Città tu t’allontane,
     11E ti rivolgi a più propizie arene,
Poichè vedo il periglio, in cui rimane,
     Un povero C.... se si trattiene
     14In casa di Castruccio Castracane.