La Cicceide legittima/I/CXXXVII

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Sonetti

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I - CXXXVI I - CXXXVIII
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L’Autore villeggiando alla Concordia più non si cura delle nuove del Mondo.

cxxxvii.

IO quì non curo in solitaria Villa
     Degli affari del Mondo aver novella:
     Sia di Mario la palma, o sia di Silla,
     4Non mi turba il pensier questa, né quella.
Qui non cerch’io se torbida, o tranquilla
     Sia per correr la Dora, o la Mosella;
     Né se in pace potrà l’Aja rubella
     8Fra le paludi sue pescar l’anguilla.
Nulla mi cal, se ’1 Techely s’installa,
     Usurpator nell'altrui soglio, e nulla
     11Se ’1 Monsulmano è seco a fargli spalla.
Ma qui fra la Mirandola, e Guastalla
     Fò pago il genio mio che si trastulla
     14Con un C.... giocandosi a la palla.