La cooperazione regionale in ambito UE: il caso della Corsica/Capitolo V

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L’Interreg III A: Italia-Francia “isole” transfrontaliera

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L’Interreg III A: Italia-Francia “isole” transfrontaliera
Capitolo IV Capitolo VI


1. Problemi e tematiche comuni

Il programma d’iniziativa comunitaria Interreg III A Italia-Francia “isole” per il periodo di programmazione 2000-2006 intende eliminare l’isolamento delle zone frontaliere, superando l’ostacolo dei confini nazionali, attraverso l’attuazione di una strategia comune degli interventi, l’individuazione delle priorità specifiche e comuni alle regioni interessate1 e l’istituzione di strutture di gestione comuni. Le regioni oggetto di questa iniziativa comunitaria presentano infatti, oltre alla contiguità territoriale, molte tematiche simili che possono essere affrontate tramite una strategia comune di intervento. L’andamento demografico ad esempio, rappresenta un tema sensibile e comune alle tre regioni in questione. Da un’accurata analisi emergono i seguenti tratti dominanti:

- una tradizione di migrazioni economiche connesse alla penuria di lavoro (Corsica, Sassari);

- l’invecchiamento della popolazione (Livorno, Corsica) o la popolazione troppo giovane (Sassari);

- difficoltà di adeguamento tra risorse umane e mercato del lavoro.

Sotto quest’ultimo aspetto la Corsica e la Sardegna presentano forti affinità: in passato infatti le due isole sono state oggetto di intensi flussi migratori a causa della scarsa offerta di lavoro. Attualmente tale fenomeno si è molto attenuato ma ciò non toglie che molti giovani laureati siano comunque indotti a lasciare le isole per entrare nella vita attiva. Questa situazione rispecchia uno sfasamento tra formazione ed aspettative delle imprese. Il carattere tradizionale delle economie insulari si manifesta inoltre con un impegno molto ridotto delle donne nel mercato del lavoro che genera di conseguenza un alto tasso di disoccupazione femminile. La situazione della Toscana è esattamente opposta: qui si riscontra invece una penuria di manodopera. In una prospettiva di cooperazione queste asimmetrie potrebbero quindi essere convertite in un fattore di complementarietà. Passando ad analizzare l’economia delle tre regioni, si può dire che essa ha conosciuto dei periodi difficili: ritardi di sviluppo, sviluppo squilibrato, crisi delle industrie tradizionali e, per le isole, forte dipendenza rispetto alle metropoli. L’industria sperimenta situazioni diverse: è quasi assente in Corsica, mentre grosse unità industriali sono in via di riconversione e di adeguamento in Toscana. Nel settore agricolo, coltivazioni moderne e meccanizzate, si affiancano a produzioni tradizionali estensive. E’ osservabile inoltre, in tutte e tre le regioni, una marcata tendenza verso l’agricoltura di qualità, attraverso la ricerca di certificazioni di qualità e la pratica dell’agricoltura biologica. Il turismo è la risorsa chiave dell’insieme dei territori. In questo ambito occorre perseguire delle politiche ricettive, di strutturazione e di valorizzazione dell’offerta nonché di diversificazione al fine di creare un flusso costante di turisti durante tutto l’anno. Sotto il profilo della sicurezza deve anzitutto essere notato che le tre aree presentano delle percentuali di rischio per la popolazione inferiori alle medie nazionali. I reati commessi hanno però una loro specificità: furti e ricettazione in Corsica, rapine ed usura in Sardegna e reati contro il patrimonio ed in particolare furti in Toscana. Per quanto concerne l’istruzione, la Corsica e la Sardegna presentano delle performance inferiori alle medie nazionali, al contrario della Toscana che è una delle regioni con il più elevato tasso di scolarizzazione. In tutti i territori tuttavia risultano scarsi gli investimenti in ricerca e sviluppo. Riassumendo graficamente l’individuazione dei punti di forza e di debolezza (che fanno riferimento a fattori endogeni) e delle opportunità e dei rischi (che rinviano a fattori esogeni), si ricava nelle pagine seguenti la tabella 5.1. Quest’analisi è denominata swot e permette di evidenziare le risorse da valorizzare ed i problemi da risolvere.



2. Gli assi prioritari della cooperazione transfrontaliera italo-corsa

Le priorità rilevabili nella terza generazione di Interreg sono molteplici, tra le quali spicca la continuità territoriale visto il fattore dell’insularità. Sono necessarie delle reti transfrontaliere stabili tra i tre partner2, indispensabili per la creazione di un mercato unico e di un unico spazio europeo. E’ anche di fondamentale importanza potenziare le reti classiche, quali il trasporto di persone e di cose, che attualmente sono separate per stato membro. Nel quadro di questa iniziativa si tenterà di trovare delle soluzioni a problemi strutturali quali la disoccupazione, l’instabilità sociale, il ritardo in materia di pari opportunità, la tutela dell’ambiente, delle identità e del paesaggio. Da non dimenticare è l’importante ruolo svolto dal turismo che dovrà essere rispettoso del patrimonio naturale, culturale e storico-architettonico. Si ricerca di conseguenza un turismo che sia in grado di generare uno sviluppo armonico basato su fattori endogeni e che produca benefici effetti in campo occupazionale e sulla capacità di innovazione. Qui di seguito verranno presi in considerazione singolarmente i quattro assi che compongono l’iniziativa.


Asse 1 - Reti e servizi

L’obiettivo di questo asse è quello di favorire l’accessibilità alle zone transfrontaliere, grazie al miglioramento dei servizi, delle reti e delle infrastrutture di comunicazione stradali, portuali ed aeroportuali nonché delle tecnologie della comunicazione e dell’informazione. Esso si articola in due misure:

- Misura 1.1 - Realizzazione e miglioramento di reti, servizi, ed infrastrutture di comunicazione, che prevede il rafforzamento dei collegamenti tra i territori, attraverso il miglioramento delle infrastrutture viarie di collegamento ai porti transfrontalieri ed agli aeroporti. In questo ambito si intendono potenziare i collegamenti marittimi, ridurre i tempi di percorrenza e verificare la fattibilità di una linea aerea di collegamento tra le tre regioni. Migliorare l’accessibilità e ridurre i costi di trasporto sono i due punti salienti dell’ asse. La misura prevede inoltre interventi di riqualificazione e di razionalizzazione nei porti transfrontalieri e nelle aree urbane limitrofe, al fine di cercare di risolvere le problematiche legate al congestionamento del traffico; in particolare in Corsica si prevedono interventi di consolidamento delle banchine, di miglioramento delle vie di accesso ai porti e delle infrastrutture e dei servizi per ospitare navi da crociera e diportisti. Sono anche incentivati lo sviluppo ed il potenziamento della cooperazione nel campo dell’informazione e delle comunicazioni. A tal proposito si intendono attuare delle iniziative che assicurino la divulgazione delle notizie e delle immagini nei tre territori transfrontalieri coinvolgendo la radio, la televisione, la carta stampata e ricorrendo all’utilizzo delle nuove tecnologie sulla base di progetti congiunti.

- Misura 1.2 - Realizzazione e miglioramento delle infrastrutture in campo idrico ed energetico, che prevede uno studio per l’approvvigionamento idrico dalla Corsica alla Sardegna tramite il fiume Taravo (Corsica del sud). La misura in questione ha anche come obiettivo di verificare la possibilità di un approccio e di una soluzione comuni nel campo dell’approvvigionamento energetico: la Corsica e la Sardegna sono infatti prive di gas naturale e si sta cercando di supplire a questa mancanza promuovendo le energie rinnovabili ed alternative per garantire energia nel pieno rispetto dell’ambiente.


Asse 2 - Ambiente, turismo e sviluppo sostenibile

L’obiettivo generale di questo asse è quello di promuovere lo sviluppo economico sostenibile delle tre realtà territoriali attraverso interventi, azioni di cooperazione e partenariati, in particolare nel settore del turismo. Si cercherà quindi di destagionalizzare i flussi turistici per favorire un’occupazione duratura e non stagionale, di valorizzare non solo le produzioni regionali di qualità ma anche il patrimonio storico e naturalistico per creare e promuovere congiuntamente prodotti e circuiti turistici. L’asse si compone delle seguenti misure:

- Misura 2.1 - Tutela e valorizzazione dell’ambiente, che intende favorire, tramite azioni di cooperazione, la tutela della risorsa chiave dei tre territori: delle aree incontaminate e fortemente attrattive. Le priorità in campo ambientale ruotano attorno a tre tematiche principali che si integrano tra loro: valorizzazione, protezione e prevenzione. A tal proposito gli interventi da realizzare grazie a progetti congiunti riguardano: - la valorizzazione del Parco marino internazionale delle Bocche di Bonifacio, dell’arcipelago della Maddalena e dell’arcipelago toscano; - la cooperazione nel campo degli interventi antincendio (lotta, prevenzione, informatizzazione, scambio di know-how, mutuo soccorso, protocolli comuni) e nella protezione civile; - il monitoraggio ambientale e la protezione dell’ambiente costiero e marino; - i sistemi e le procedure di previsione e di controllo meteo-marini; - la messa in sicurezza dei tratti di mare prospicienti le tre regioni; - le azioni per il recupero dell’ambiente degradato, anche nei centri urbani; - le azioni per il riciclaggio e lo smaltimento dei rifiuti; - la bonifica delle aree portuali.

- Misura 2.2 - Sviluppo e promozione turistica della zona transfrontaliera, che si propone di creare un sistema turistico Toscana - Corsica - Sardegna, che riesca ad essere competitivo sia nell’ambito del bacino del Mediterraneo sia nell’attrazione di flussi turistici internazionali, al fine di avere un ritorno in termini di incremento occupazionale oltre che di valore aggiunto per le tre realtà territoriali. In particolare si intende favorire un prolungamento della stagione turistica ed una maggiore valorizzazione delle zone interne anche attraverso la diffusione di materiale promozionale che illustri gli aspetti culturali, storici e naturalistici delle tre regioni. Le azioni previste in questa misura riguardano: - interventi infrastrutturali ed iniziative congiunte per lo sviluppo del turismo di qualità e del turismo sostenibile; - iniziative congiunte di recupero e di valorizzazione dei centri storici urbani, dei beni architettonici ed artistici e del patrimonio costiero, finalizzate sia alla condivisione di soluzioni a problematiche comuni di recupero, sia alla creazione di percorsi tematici; - itinerari turistici; - misure promozionali, marketing e commercializzazione congiunta nel settore turistico; - istituzione di prenotazioni comuni, accoglienza, informazione turistica, compresa l’informatizzazione e la messa in rete dei porti turistici e degli organismi pubblici di promozione turistica.

- Misura 2.3 - Sviluppo economico sostenibile, il cui obiettivo principale è quello di aiutare ed indirizzare lo sviluppo economico per favorire la creazione di posti di lavoro duraturi nel pieno rispetto dell’ambiente. A tal fine sono incentivate le iniziative a favore delle piccole e medie imprese, dei servizi alle imprese e degli scambi tecnologici. Sono inoltre previsti degli interventi che accrescano la competitività delle attività quali l’agricoltura e l’artigianato e dei commerci nel mercato europeo. Essi dovranno garantire uno sviluppo il più possibile omogeneo, duraturo e non concorrenziale delle regioni interessate, attraverso una cooperazione costante ed un continuo scambio d’esperienze e di informazioni. Le azioni previste all’interno di questa misura toccano diversi settori: - azioni, ricerche e scambi di know-how e marketing a favore dello sviluppo economico nei seguenti ambiti: - agricoltura (ricerca zootecnica e casearia, sostegno alle attività agricole ed agro-turistiche, agro-industria, creazione di marchi di qualità comuni); - settore forestale (valorizzazione del patrimonio forestale); - artigianato (creazione di marchi di qualità e promozione comune); - commercio (creazione di marchi di qualità e promozione comune); - incentivi all’imprenditorialità, in particolar modo a quella femminile, ed allo sviluppo delle piccole e medie imprese; - servizi alle imprese, innovazione, sviluppo e trasferimento tecnologico; - promozione di prodotti regionali di qualità (compresa l’azione di certificazione ed una logica che tramite la pubblicizzazione del singolo prodotto promuova anche l’immagine del territorio); - azioni di marketing territoriale e promozione degli investimenti esteri diretti.


Asse 3 - Scambi transfrontalieri

L’obiettivo dell’asse è quello di incoraggiare gli scambi, i trasferimenti e le diverse cooperazioni tra gli attori economici, istituzionali, culturali e sociali, in modo da favorire una cooperazione dinamica nella zona transfrontaliera migliorando e sviluppando i rapporti già esistenti. I campi interessati sono quelli non compresi nei precedenti assi e le misure previste sono essenzialmente tre:

- Misura 3.1 - Scambi e cooperazione nel campo della ricerca, in cui verranno finanziate azioni che riguardano gli scambi e la cooperazione, la ricerca ed il trasferimento di tecnologie tra università, centri di ricerca ed istituti di livello superiore. Gli scambi culturali e la ricerca scientifica costituiscono infatti le basi per una maggiore conoscenza reciproca tra i popoli, che è un elemento essenziale per realizzare forme di collaborazione duratura e per uno sviluppo organico dei territori coinvolti. Nel quadro di questa misura sono programmati degli interventi relativi allo studio ed alla valorizzazione delle produzioni tipiche, al miglioramento della qualità dei prodotti, dell’efficienza produttiva e dell’integrazione delle filiere. Per ciò che concerne la storia, la lingua, la cultura, e l’organizzazione sociale, è prevista l’attivazione di studi storiografici, etno-antropologici, filologico-linguistici che pongano a confronto l’evoluzione passata ed attuale dei territori interessati, evidenziando le affinità e le differenze.

- Misura 3.2 - Scambi socio-culturali e formativi, che pongono l’accento sul loro importante ruolo come fattori di coesione sociale. In tal senso è necessario operare in tutti quei campi che sono utili al raggiungimento della complementarietà tra i territori, al fine di fare uscire i corsi ed i sardi dai problemi connessi all’insularità e di offrire ai toscani nuove prospettive. Oltre agli scambi scolastici e sportivi, verranno incoraggiati gli scambi di carattere museale, culturale ed artistico. Saranno inoltre promosse delle azioni per l’apprendimento delle lingue e per la formazione professionale.

- Misura 3.3 - Cooperazione in campo istituzionale, che prevede degli scambi transfrontalieri in ambito giuridico, amministrativo, tecnico e sanitario, promuovendo la cooperazione attraverso l’integrazione di conoscenze, di risorse umane e di strutture. La misura intende attenuare le difficoltà che derivano dall’esistenza di diversi sistemi giuridici, amministrativi, tecnici e nel campo della salute, della protezione sanitaria e fitosanitaria, al fine di ottenere un’armonizzazione delle procedure all’interno dello spazio di cooperazione. Si intende inoltre rendere accessibili e scambiabili i dati archivistici in possesso di enti, istituti e soggetti istituzionali, in modo da permetterne l’utilizzo, attraverso sistemi tecnologicamente avanzati, ad un maggior numero di utenti. E’ infine previsto lo sviluppo congiunto di procedure informatizzate per l’esecuzione delle valutazioni ambientali strategiche ed operative delle politiche territoriali. La cooperazione in campo istituzionale verrà supportata dall’attivazione di un forum delle pari opportunità che rafforzerà i contatti tra gli organismi deputati alla tutela delle pari opportunità nei diversi territori e fornirà loro strumenti di lavoro e di collaborazione come seminari, visite di scambio e di confronto delle esperienze realizzate.


Asse 4 - Attuazione del programma ed assistenza tecnica

L’asse è finalizzato ad assicurare un adeguato livello di coordinamento e di sorveglianza del programma. Le misure di cui si compone sono:

- Misura 4.1 - Attuazione, gestione, sorveglianza, monitoraggio e controllo del programma, che intende garantire il funzionamento delle strutture comuni previste dal programma ed assicurare le condizioni ottimali di esecuzione dello stesso. Vengono finanziate prioritariamente le spese legate al funzionamento delle strutture preposte all’attuazione del programma e l’attività di assistenza tecnica, che rappresenta uno dei principali strumenti per supportare le amministrazioni coinvolte con lo scopo di migliorare il livello gestionale dell’utilizzo delle risorse.

- Misura 4.2 - Assistenza tecnica, animazione e valutazione del programma, è una misura che intende migliorare la cooperazione attraverso il rafforzamento e la realizzazione di strumenti adeguati, nonché supportare le azioni di accompagnamento orientate all’attuazione ed alla valutazione del programma. La misura finanzia in particolare la valutazione intermedia3, che analizza criticamente i dati raccolti nel quadro dell’attività di monitoraggio e misura il modo in cui gli obiettivi perseguiti sono progressivamente raggiunti, evidenziando eventuali scarti e stimando preventivamente i risultati degli interventi. Essa fornisce inoltre elementi di riflessione e proposte concrete su problemi specifici, con l’obiettivo di migliorare e di riorientare, se necessario, l’attuazione nel rispetto delle disposizioni regolamentari sui Fondi strutturali.


3. Dati tecnici sulla realizzazione del programma

Dopo aver passato in rassegna i singoli assi e le rispettive misure in cui si scopone il programma di iniziativa comunitaria in corso, nelle pagine seguenti sarà possibile consultare una tabella di sintesi contente l’insieme delle misure (Tab. 5.2), il piano finanziario globale (Tab. 5.3) ed uno schema sulla definizione dei meccanismi finanziari di trasferimento delle risorse (Fig. 5.1).

File:Ambiti di intervento Interreg IIIA Italia-Francia isole image1.JPG
Tab. 5.2 - Gli ambiti di intervento previsti in Interreg III A
Fonte: Interreg III A Italia-Francia “isole”
File:Ambiti di intervento Interreg IIIA Italia-Francia isole image2.JPG
Tab. 5.2 - Gli ambiti di intervento previsti in Interreg III A
Fonte: Interreg III A Italia-Francia “isole”



4. La valutazione intermedia del programma Interreg III A Italia-Francia “isole”

La valutazione di metà percorso è un utile strumento per migliorare la qualità e la pertinenza del programma e quindi per potenziarne l’efficacia al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati. In tal senso è stata fatta una verifica del contesto territoriale e programmatico sul quale insiste il PIC per verificare se le strategie adottate sono ancora valide o se è necessario procedere ad una riformulazione di una parte o di tutto il programma. La figura 5.2 illustra in modo schematico i parametri presi in considerazione per formulare una valutazione globale del programma in corso.


Secondo le disposizioni comunitarie la valutazione intermedia deve quindi prendere in considerazione “i primi risultati degli interventi, la loro pertinenza ed il grado di conseguimento degli obiettivi (valutando) altresì l’impegno dei fondi nonché lo svolgimento della sorveglianza e della valutazione”4. L’analisi sullo stato di attuazione del programma è stata effettuata a livello di singolo progetto, ad esclusione della misura 3.1.a, relativa alla cooperazione per progetti di ricerca comuni tra le università, e della misura 3.2.a, relativa alla cooperazione ed agli scambi tra istituti scolastici. Qui di seguito si vedrà dettagliatamente lo stato di avanzamento del programma5 per ciò che concerne la Corsica.


Asse 1 - Reti e servizi

- Misura 1.1 azione A - Completamento della strada Sassari-Castelsardo-S.Teresa di Gallura

Molte difficoltà operative e tecniche sono state incontrate per la realizzazione dei progetti approvati in questa azione. Il completamento della strada Sassari-Castelsardo-S.Teresa di Gallura, ad esempio, consentendo un minore tempo di percorrenza per il raggiungimento del porto transfrontaliero di S. Teresa di Gallura, è un obiettivo irrinunciabile al fine di garantire una maggiore integrazione tra la provincia di Sassari e la Corsica del sud. Questo intervento è coerente con l’obiettivo di aumentare le possibilità e le modalità di collegamento tra le regioni attraverso il miglioramento delle infrastrutture e dei servizi nel campo dei trasporti e delle reti di comunicazione e di informazione.

- Misura 1.1 azione B - Miglioramento delle strutture di accesso al porto

Questa azione promuove interventi di ristrutturazione e di riammodernamento del porto commerciale di Bonifacio permettendo così di rafforzare le linee marittime esistenti tra i porti del sud della Corsica ed il porto di Santa Teresa di Gallura. Tale intervento potenzierà i legami e gli scambi tra le due regioni transfrontaliere, garantendo maggiori scambi di merci grazie ad una maggiora accessibilità del porto.

- Misura 1.1 azione C - Piano di sviluppo delle attività nautiche “A Mezu Mare” ed equipaggiamento dei porti

Grazie a questa azione il dipartimento dell’alta Corsica vuole mettere a norma ed equipaggiare i porti e le zone portuarie di sua competenza, per favorire tour crocieristici tra le tre regioni. Si intendono offrire porti più attrezzati, con una maggiore capacità d’accoglienza e con condizioni di sicurezza elevate.

- Misura 1.1 azione D - Messa in rete degli attori della sanità (supporto telematico)

Questo progetto, nato inizialmente dalla collaborazione tra l’azienda ospedaliera USL 6 di Livorno ed il centro ospedaliero di Ajaccio ed esteso in seguito anche alla provincia di Sassari (luglio 2002), si propone di collegare le strutture sanitarie delle zone transfrontaliere al fine di: - permettere azioni di aggiornamento tramite videoconferenze; - rendere operativo un sistema di supporto alla diagnosi basato sulla trasmissione di immagini e di segnali digitali; - gettare le basi conoscitive per arrivare a mettere in comune delle banche di dati epidemiologici. Oltre agli investimenti in attrezzature per la connessione digitale ad alta velocità, per le immagini diagnostiche digitali e per le videoconferenze in ognuno dei centri ospedalieri coinvolti, il valore aggiunto transfrontaliero del progetto consiste nel facilitare ed ottimizzare gli scambi di informazioni, di esperienze e la consultazione reciproca nell’ambito di casi particolari o di progetti comuni.


Asse 2 - Ambiente, turismo e sviluppo sostenibile

- Misura 2.1 azione A - Progetto di Parco marino internazionale tra la Sardegna e la Corsica

Il progetto è il proseguimento delle azioni avviate con i precedenti Interreg I e II, finalizzate al definitivo decollo del Parco marino internazionale tra la Corsica e la Sardegna. Gli interventi programmati hanno i seguenti obiettivi operativi:

- la creazione della struttura di gestione transfrontaliera;

- l’informazione al pubblico;

- la valorizzazione del patrimonio ed il coordinamento delle azioni negli spazi protetti.

Per la Corsica sono previsti diversi interventi quali la realizzazione di studi, l’organizzazione di seminari e di viaggi studio e la partecipazione a scambi con altre strutture coinvolte in progetti analoghi in ambito europeo o internazionale. Il progetto è stato selezionato poiché l’intero distretto facente parte del futuro Parco costituisce un unico ecosistema geo-marino, la cui tutela non può essere assicurata se non tramite l’azione congiunta e coordinata tra la sponda italiana e quella francese dello stretto. I rischi per il conseguimento dei risultati sono connessi alla novità, sul piano giuridico ed istituzionale, della struttura che si intende creare. Il progetto è stato approvato dal comitato di gestione nel febbraio 2003 per la sola Corsica e le attività sono iniziate, anche se non risultano ancora spese rendicontate.

- Misura 2.1 azione C - Moniqua

Tale progetto è rivolto al monitoraggio della qualità delle acque marino-costiere ed al controllo dell’impatto su di esse dell’immissione di scarichi nei fiumi. Le aree sottoposte al monitoraggio rivestono una grande importanza per lo sviluppo turistico, agricolo e per lo sfruttamento delle risorse ittiche. L’obiettivo è di valutare e di confrontare i livelli di contaminazione nelle posidonie e nelle cozze in alcuni siti delle regioni in questione per:

- sorvegliare la qualità delle acque grazie a queste due famiglie di bioindicatori;

- disporre di uno strumento di valutazione comune della contaminazione chimica;

- verificare questo metodo nelle tre regioni per acquisire dei dati da confrontare;

- verificare questo strumento nel tempo per stimare gli andamenti.

Le attività previste nel progetto sono state avviate anche se le spese non sono ancora state certificate.

- Misura 2.1 azione D - Suberex A: difesa del patrimonio boschivo a quercus suber nella zona transfrontaliera sardo-corsa

Gli interventi previsti riguardano la tutela del patrimonio boschivo ma anche e soprattutto la valorizzazione di una importante risorsa economica. Il progetto è già partito in Sardegna mentre presenta problemi di attuazione in Corsica e per questo è al momento bloccato. La misura prevede:

- il monitoraggio annuale, allo scopo di valutare la densità di popolazione, della Lymantria dispar, del grado di infestazione e l’individuazione delle aree su cui effettuare l’intervento fito-sanitario;

- l’intervento bioinsetticida con l’uso di mezzi aerei;

- convegni e tavole rotonde tra i vari soggetti socio-istituzionali per un loro utile confronto, ed altresì allo scopo, ove possibile, di stipulare formali accordi operativi;

- azioni di sensibilizzazione dei proprietari delle sugherete in relazione alle misure da intraprendere per una migliore conservazione e salvaguardia delle sugherete.

- Misura 2.2 azione A - Festambiente e Festiventu

Il progetto, peraltro già concluso, prevedeva la collaborazione tra due festival a carattere ambientale: “Festambiente” promosso da Legambiente nel Parco Regionale della Maremma in provincia di Grosseto e “Festiventu” proposto dall’associazione Les Amis du Festival du Vent a Calvi in Corsica. Nell’ambito di queste manifestazioni sono state organizzate delle giornate nelle aree protette toscane e corse con la presentazione di percorsi interattivi nei parchi, di itinerari enogastronomici e di progetti di tutela del mare e della sua fauna. Gli obiettivi di questo progetto sono stati principalmente la protezione e la valorizzazione dell’ambiente mediante delle iniziative che riguardano la promozione del turismo enologico e gastronomico, delle azioni contro la pesca a strascico, la realizzazione di progetti come il “Santuario dei cetacei” e lo scambio di esperienze su temi comuni quali l’agricoltura biologica, la pesca tradizionale e la protezione delle risorse marine.

Euro Corsica race

E’ un’iniziativa già realizzata che prevedeva la realizzazione di un evento nautico sul territorio corso-toscano, che verrà iscritto nel calendario federale, nazionale ed internazionale come fase di prova della coppa del mondo. Questa manifestazione ha inoltre giovato notevolmente alla promozione turistica delle due regioni in questione.

Zittelina in festa - nautic games

E’ una manifestazione di vela, complementare a Euro Corsica race, che è già stata realizzata ma sul solo territorio corso. Giochi nautici, animazione pedagogica e ludica sono state le attrattive principali dell’evento.

Le notti di Terra Vecchia

Il progetto prevede una ricostruzione storica della durata di due giorni, nel vecchio porto di Bastia, con la partecipazione di figuranti italiani. Rappresentazioni di vario genere, musica e coreografie suggestive che hanno per protagonisti l’acqua, la luce ed il fuoco animeranno le serate. Le Notti di Terra Vecchia rappresentano l’equivalente della manifestazione “Effetto Venezia” che si svolge a Livorno alla fine di luglio, con l’obiettivo di valorizzare l’antico centro storico ed il vecchio porto.

Misura 2.2 azione D - Resa (Route européenne des sens authentiques)

I soggetti che partecipano al progetto intendono confrontare le esperienze maturate nei propri territori, come precondizione per la creazione di un "metodo comune" tra la costa livornese, la Sardegna e la Corsica, relativamente all’enogastronomia, ai prodotti ed alle filiere agroalimentari di qualità, grazie alla ricerca ed alla riscoperta delle tipicità presenti, dei costumi e delle tradizioni. In Corsica sono state organizzate le giornate a “porte aperte” con lo scopo di valorizzare l’isola anche in bassa stagione. Campagne promozionali, legate al turismo ed alla gastronomia tipica, sono state realizzate nell’ambito del “Salone internazionale dell’agricoltura” a Parigi (febbraio/marzo 2003) e della “Fiera dei vini e della gastronomia” a Marsiglia (metà novembre 2003). Gli obiettivi sono connessi alla valorizzazione del territorio, all’incremento dei redditi, al prolungamento della stagione turistica ed allo sviluppo della vendita diretta dei prodotti. Le azioni comuni consisteranno nella partecipazione dei vari partner ad iniziative locali di valorizzazione delle tipicità, delle tradizioni e dei prodotti.

- Misura 2.2 azione E - A Mezu mare

Con questo progetto si vuole creare nell’arcipelago corso-toscano-sardo, la messa in rete delle risorse umane, materiali e finanziarie. Una prima fase di investimenti, realizzati attraverso Interreg II, ha permesso di sviluppare le attività nautiche dell’alta Corsica; questo Interreg intende continuare nella stessa direzione, rafforzando ulteriormente la misura.

- Misura 2.3 azione A - Suberex B: difesa del patrimonio boschivo a quercus suber nella zona transfrontaliera sardo-corsa

Gli interventi previsti in questa azione sono rivolti alla valorizzazione a fini produttivi del patrimonio boschivo. Per quanto riguarda la Corsica sono previsti i seguenti interventi: - selezione dei territori oggetto di studio; - inventario e monitoraggio dell’assistenza fitosanitaria; - campionamento dei terreni; - tecniche di gestione e di meccanizzazione delle operazioni silvicole; - attività trasversali di formazione, divulgazione, documentazione tecnica e trasferimento tecnologico. L’azione è stata già attivata sia in Sardegna che in Corsica.

L’allevamento del suino in ambiente mediterraneo: riflessi dell’alimentazione con ghiande sulle caratteristiche dei prodotti

Il progetto prevede la conduzione di un’indagine sugli allevamenti volta a definire, per ciascuna tipologia (estensiva, industriale e semi-intensiva), la localizzazione geografica degli allevamenti stessi, le tecniche di allevamento, le razze utilizzate, l’alimentazione e la destinazione delle produzioni. Verrà infine condotta un’indagine sulla commercializzazione dei prodotti finiti. Partendo da quest’ultima verrà svolto un lavoro di caratterizzazione tecnologica e microbiologica dei principali insaccati prodotti artigianalmente, che verranno seguiti durante tutte le fasi della produzione. Il progetto è stato avviato ma attualmente non risultano spese certificate.

Innovazioni tecnologiche e miglioramento della produttività degli ovi-caprini in allevamenti estensivi e politiche di sviluppo agri-turistico

Il progetto prevede diverse attività finalizzate allo sviluppo della multifunzionalità in agricoltura. In Corsica sono previsti studi di vario genere:

- analisi della distribuzione spaziale delle attività di allevamento al fine di comprendere le interazioni tra territori pastorali e la configurazione di ciascun allevamento in funzione delle modalità di valorizzazione del latte;

- studio dei differenti modi di conduzione in alcuni allevamenti innovativi, al fine di definire un modello di allevamento pastorale;

- sperimentazione di innovazioni zootecniche negli allevamenti estensivi;

- studio del profilo metabolico delle capre, in continuità con i lavori iniziati con Interreg I.

- Misura 2.3 azione C - Comet.net-cooperazione mediterranea per il turismo

Il progetto prevede la costituzione di una rete transfrontaliera di piccole e medie imprese per lo sviluppo del settore turistico. L’obiettivo dell’azione è di contribuire allo sviluppo imprenditoriale nel settore turistico, attraverso un’ azione pilota che coinvolgerà 35 imprese (10 corse, 10 della provincia di Livorno, 10 della provincia di Sassari e 5 della provincia di Nuoro) in un percorso formativo e di consulenza finalizzato:

- ad accrescere le specifiche competenze ed a favorire il trasferimento di know how tra operatori turistici transfrontalieri;

- a definire standard di qualità condivisi in termini di organizzazione, di servizi e di comunicazione;

- a sviluppare una metodologia di formazione trasferibile e ripetibile, adatta agli operatori e fondata sull’utilizzo di nuove tecnologie (formazione a distanza).

L’utilizzo delle tecnologie informatiche favorirà inoltre lo scambio e la messa in rete tra gli operatori coinvolti ed i soggetti pubblici promotori del progetto.


Asse 3 - Scambi transfrontalieri

- Misura 3.1 azione A

Il 10 dicembre 2002 sono stati approvati 24 progetti di ricerca comune tra le università delle tre aree transfrontaliere, di cui 13 trilaterali ed 11 bilaterali. Gli scambi sono così ripartiti per area:

- 12 ambientale-naturalistico;

- 6 storico-culturali;

- 2 socio-economici;

- 4 agroalimentari.

I rapporti tra l’università toscana e quella corsa erano stati già avviati nell’ambito di Interreg II mentre il rapporto con le università sarde (Sassari e Cagliari) è iniziato con l’Interreg III. Per questo in certi casi si è riscontrata una maggiore lentezza nell’avvio dei progetti tra i partner che collaboravano per la prima volta. Attualmente sta volgendo al termine il primo anno di attività in cui, dopo la fase di avvio dei progetti, sono iniziati gli scambi di materiale e la messa a punto delle metodologie comuni di lavoro. L’azione sarà ulteriormente rafforzata quando, alla ricerca universitaria, si affiancheranno i progetti tra centri di ricerca e di trasferimento tecnologico privati, dai quali potranno derivare ricadute più dirette sullo sviluppo e sull’economia dell’area transfrontaliera.

Misura 3.2 azione A

Nella primavera 2003 sono stati emessi contemporaneamente in tutte e tre le regioni i bandi per la selezione dei progetti di cooperazione e di scambio tra gli istituti scolastici. Il comitato di gestione nel giugno 2003 ha approvato 12 progetti di scambio scolastico che coinvolgono 36 istituti localizzati nelle tre regioni transfrontaliere. Al momento non si riscontrano particolari problemi di esecuzione.

Misura 3.2 azione C

Nell’ambito di questo progetto la Corsica ha organizzato nel 2002 la VI edizione dei “Giochi delle Isole”, nei quali si sono organizzate delle competizioni sportive in diverse isole del mediterraneo (tra cui anche la Sardegna e l’Isola d’Elba). Sono inoltre previste delle iniziative transfrontaliere nel settore delle rappresentazioni teatrali, della danza, della musica e delle arti visive.


5. Un riepilogo dello stato di avanzamento dell’attuale PIC

Lo stato di avanzamento del programma, seppure avviato nelle sue diverse componenti, risulta ancora in una fase iniziale. Al momento attuale appare pertanto di difficile esecuzione un qualsiasi esercizio di stima e di valutazione dei risultati intermedi raggiunti dal PIC. Peraltro in assenza di un sufficiente numero di progetti terminati, i risultati potrebbero rischiare di condurre a giudizi non corretti sugli impatti futuri e sull’impostazione programmatica complessiva. Sarà possibile effettuare una valutazione degli impatti socio-economici e del raggiungimento degli obiettivi qualitativi del programma non appena un significativo numero di progetti sarà concluso. E’ da sottolineare che appaiono poco adeguati, ad un programma di cooperazione transfrontaliera, alcuni interventi sulla rete stradale terrestre che, seppure già individuati in fase di programmazione e quindi ritenuti strategici, concentrano una grossa quantità di risorse a discapito degli obiettivi di sviluppo diffuso ed equilibrato dell’intero territorio transfrontaliero. Rimanendo nell’ambito delle reti di comunicazione, un contributo innovativo e senz’altro positivo allo sviluppo della cooperazione e dell’ampliamento delle possibilità di scambio, può venire dagli interventi finalizzati allo sviluppo delle comunicazioni telematiche e della cooperazione nel campo dell’informazione e delle comunicazioni (misura 1.1 azione D). Nella tabella 5.4, relativa alla distribuzione dei progetti transfrontalieri finora attivati, risulta evidente come la maggior parte dei progetti di cooperazione sia concentrata nelle prime due misure dell’asse 3 mentre nell’asse 2, oltre ad avere attivato un numero decisamente limitato di progetti, si concentra la metà delle azioni che riguardano una sola regione.


Le aree di intervento in cui i partenariati erano stati attivati con il precedente Interreg, risultano per il momento le più feconde. Questo è il caso della collaborazione transfrontaliera tra le università che, partendo dai modelli di cooperazione del vecchio programma basati su rapporti bilaterali6, ha favorito la nascita di un buon numero di progetti di ricerca che coinvolgono tutte e tre le regioni. Le maggiori difficoltà nella nascita di iniziative progettuali si riscontrano invece nell’asse 2 e possono essere spiegate in base a diversi elementi. Innanzitutto l’ambito dei rapporti economici è quello in cui maggiormente si scontrano le differenze territoriali che possono avere portato nel tempo o alla mancanza di contatti o addirittura alla competizione tra sistemi economici confinanti7. In questo caso lo sforzo per generare un’inversione di tendenza deve essere dunque molto più consistente che in altri, affinché possano essere create le condizioni per superare le differenze strutturali insite nei diversi sistemi locali amministrativi ed economici che spesso ostacolano, fino addirittura a compromettere, la buona riuscita di un’iniziativa. Anche il livello politico amministrativo rischia di giocare un ruolo frenante nel processo di cooperazione quando tende a dirottare risorse o interessi, non laddove sembra esserci maggiore necessità, ma in funzione di delicati equilibri di rapporti tra le parti. Un altro aspetto da considerare è che il buon funzionamento del partenariato tra le diverse strutture che concorrono alla gestione del programma, risulta determinante in quanto può produrre effetti positivi a cascata su tutti gli obiettivi di cooperazione prefissati. Nel caso particolare di questo programma i fattori legati alla mancanza di collegamenti diretti, all’insularità ed alle differenze linguistiche, pesano in modo determinante sull’organizzazione di qualsiasi struttura di cooperazione o di iniziativa comune, sia per l’evidente aggravio in termini di tempo e di denaro che l’incontrarsi comporta, sia per le oggettive difficoltà di coordinamento di un elevato numero di soggetti appartenenti a realtà politiche ed amministrative assai diverse fra loro. I problemi legati alla complessità del meccanismo di cooperazione non sembrano quindi ancora del tutto superati. Sicuramente non giova a questa situazione la totale mancanza di strumenti di lavoro condivisi quali ad esempio un comune sistema di monitoraggio e di sorveglianza. Molto meno problematici sembrano essere i processi di concertazione messi in atto dalle singole autorità di gestione ausiliarie nell’ambito dei propri territori. Infatti l’impostazione di affidare la gestione del programma alle autorità amministrative decentrate (le amministrazioni provinciali in Sardegna ed in Toscana ed alla Collettività territoriale in Corsica) ha sicuramente degli effetti positivi sul coinvolgimento degli attori locali istituzionali, pubblici e privati. Un altro aspetto da sottolineare è che il rispetto delle pari opportunità è poco presente nel contesto generale del programma: non si rileva infatti in nessuna misura un’attenzione particolare al miglioramento delle condizioni di vita delle donne ed alla realizzazione di progetti che mirino a ridurre il disagio e l’emarginazione sociale. Anche per quanto riguarda l’inclusione sociale, l’attenzione appare nel complesso scarsa, considerato che si fa riferimento in generale all’impatto occupazionale, ma non a misure occupazionali volte all’avvicinamento al mondo del lavoro delle categorie svantaggiate o non protette. Concludendo si può affermare che il programma ha incontrato delle difficoltà iniziali ma che il processo di attuazione ha avuto un notevole impulso nell’ultimo anno. La sua attuazione si scontra con alcune vischiosità che derivano principalmente da una impostazione sperimentale ed innovativa del sistema di gestione che per la prima volta viene attribuito alle amministrazioni locali. Ciò se da un lato ha provocato dei ritardi, dall’altro ha consentito di migliorare le conoscenze e le capacità di programmazione e di gestione a livello locale.


Note

  1. Si ricorda che le regioni partecipanti a questa iniziativa comunitaria sono la Corsica (con i suoi due dipartimenti: Corsica del sud ed alta Corsica), la Sardegna (con la provincia di Sassari ed in minima parte quella di Nuoro) e la Toscana (con la provincia di Livorno ed in minima parte quella di Grosseto).
  2. Si ricorda che non esistono collegamenti aerei tra l’Italia e la Corsica e che le regioni facenti parte di questa iniziativa comunitaria subiscono la dimensione nazionale dei loro mercati. La Corsica ad esempio si rifornisce di beni, servizi e capitali essenzialmente in Francia, attraverso i poli di Marsiglia e di Nizza.
  3. Di cui si parlerà in seguito.
  4. Cfr. art. 42, paragrafo 1, regolamento CE 1260/99.
  5. I dati forniti qui di seguito sono relativi al Rapporto di valutazione intermedia dell’Interreg III A, che al momento attuale deve ancora essere approvato in via definitiva. Le informazione riportate nel presente lavoro potrebbero pertanto subire delle modifiche. Si precisa inoltre che le misure mancanti nella descrizione non sono ancora state attivate .
  6. Sono ancora numerosi i progetti attivati tra Corsica e Toscana e tra Corsica e Sardegna, mentre non ci sono progetti tra Toscana e Sardegna.
  7. Come si può presumibilmente supporre sia accaduto per il turismo.