La mandragola/Atto secondo/Scena sesta

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Atto secondo
Scena sesta

../Scena quinta ../../Canzone dopo il secondo atto IncludiIntestazione 26 maggio 2008 75% Teatro

Atto secondo - Scena quinta Canzone dopo il secondo atto


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SCENA SESTA.


LIGURIO, CALLIMACO, MESSER NICIA.


Ligurio
El dottore fia facile a persuadere; la difficultà fia la donna, ed a questo non ci mancherà modo.
Callimaco
Avete voi il segno?
Nicia
E’ l’ha Siro, sotto.
Callimaco
Dallo quà. Oh! questo segno mostra debilità di rene.
Nicia
Ei mi par torbidiccio; eppur l’ha fatto ora ora.
Callimaco
Non ve ne maravigliate. Nam mulieris urinae sunt semper maioris grossitiei et albedinis, et minoris pulchritudinis quam virorum. Huius autem, inter caetera, causa est amplitudo canalium, mixtio eorum quae ex matrice exeunt cum urinis.
Nicia
Oh! uh! potta di san Puccio! Costui mi raffinisce in tralle mani; guarda come ragiona bene di queste cose!
Callimaco
Io ho paura che costei non sia, la notte, mal coperta, e per questo fa l’orina cruda.
Nicia
Ella tien pure adosso un buon coltrone; ma la sta quattro ore ginocchioni ad infilzar paternostri, innanzi che la se ne venghi al letto, ed è una bestia a patir freddo.
Callimaco
Infine, dottore, o voi avete fede in me, o no; o io vi ho ad insegnare un rimedio certo, o no. Io, per me, il rimedio vi darò. Se voi avrete fede in me, voi lo piglierete; e se, oggi ad uno anno, la vostra donna non ha un suo figliolo in braccio, io voglio avervi a donare duemila ducati.
Nicia
Dite pure, chè io son per farvi onore di tutto, e per credervi più che al mio confessore.
Callimaco
Voi avete ad intender questo, che non è cosa più certa ad ingravidare una donna che dargli bere una pozione fatta di mandragola. Questa è [p. 170 modifica]una cosa esperimentata da me dua paia di volte, e trovata sempre vera; e, se non era questo, la reina di Francia sarebbe sterile, ed infinite altre principesse di quello stato.
Nicia
E’ egli possibile?
Callimaco
Egli è come io vi dico. E la Fortuna vi ha intanto voluto bene, che io ho condutto qui meco tutte quelle cose che in quella pozione si mettono, e potete averla a vostra posta.
Nicia
Quando l’arebbe ella a pigliare?
Callimaco
Questa sera dopo cena, perchè la luna è ben disposta, ed il tempo non può essere più appropriato.
Nicia
Cotesto non fia molto gran cosa. Ordinatela in ogni modo: io gliene farò pigliare.
Callimaco
E’ bisogna ora pensare a questo: che quello uomo che ha prima a fare seco, presa che l’ha, cotesta pozione, muore infra otto giorni, e non lo camperebbe il mondo.
Nicia
Cacasangue!. Io non voglio cotesta suzzacchera! A me non l’apiccherai tu! Voi mi avete concio bene!
Callimaco
State saldo, e’ ci è rimedio.
Nicia
Quale?
Callimaco
Fare dormire subito con lei un altro che tiri, standosi seco una notte, a se tutta quella infezione della mandragola: dipoi vi iacerete voi senza pericolo.
Nicia
Io non vo’ far cotesto.
Callimaco
Perchè?
Nicia
Perchè io non vo’ fare la mia donna femmina e me becco.
Callimaco
Che dite voi, dottore? Oh! io non vi ho per savio come io credetti. Sì che voi dubitate di fare quel lo che ha fatto il re di Francia e tanti signori quanti sono là?
Nicia
Chi volete voi che io truovi che facci cotesta pazzia? Se io gliene dico, e’ non vorrà; se io non gliene dico, io lo tradisco, ed è caso da Otto: io non ci voglio capitare sotto male. [p. 171 modifica]
Callimaco
Se non vi dà briga altro che cotesto, lasciatene la cura a me.
Nicia
Come si farà?
Callimaco
Dirovelo: io vi darò la pozione questa sera dopo cena; voi gliene darete bere e, súbito, la metterete nel letto, che fieno circa a quattro ore di notte. Dipoi ci travestiremo, voi, Ligurio, Siro ed io, e andrencene cercando in Mercato Nuovo, in Mercato Vecchio, per questi canti; ed el primo garzonaccio che noi troviamo scioperato lo imbavagliereno, ed a suon di mazzate lo condurreno in casa ed in camera vostra al buio. Quivi lo mettereno nel letto, direngli quel che gli abbia a fare, non ci fia difficultà veruna. Dipoi, la mattina, ne manderete colui innanzi dì, farete lavare la vostra donna, starete con lei a vostro piacere e sanza periculo.
Nicia
Io sono contento, poichè tu dì, che Re e Principi e Signori hanno tenuto questo modo. Ma sopratutto, che non si sappia, per amore degli Otto!
Callimaco
Chi volete voi che lo dica?
Nicia
Una fatica ci resta, e d’importanza.
Callimaco
Quale?
Nicia
Farne contenta mogliama, a che io non credo che la si disponga mai.
Callimaco
Voi dite el vero. Ma io non vorrei innanzi essere marito, se io non la disponessi a fare a mio modo.
Ligurio
Io ho pensato el rimedio.
Nicia
Come?
Ligurio
Per via del confessore.
Callimaco
Chi disporrà el confessore, tu?
Ligurio
Io, e danari, la cattività nostra, loro.
Nicia
Io dubito, non che altro, che per mie detto la non voglia ire a parlare al confessore.
Ligurio
Ed anche a cotesto è rimedio. [p. 172 modifica]
Callimaco
Dimmi.
Ligurio
Farvela condurre alla madre.
Nicia
La le presta fede.
Ligurio
Ed io so che la madre è della opinione nostra. Orsú! avanziam tempo, chè si fa sera. Vatti, Callimaco, a spasso, e fa’ che alle ventitrè ore noi ti ritroviamo in casa con la pozione ad ordine. Noi n’andreno a casa la madre, el dottore ed io, a disporla, perchè è mia nota. Poi n’andreno al frate, e vi raguagliereno di quello che noi aren fatto.
Callimaco
Deh! non mi lasciar solo.
Ligurio
Tu mi pari cotto.
Callimaco
Dove vuoi tu ch’io vadi ora?
Ligurio
Di là, di qua, per questa via, per quell’altra: egli è sì grande Firenze!
Callimaco
Io son morto.