Le meraviglie di Milano/Nota bibliografica

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Nota bibliografica

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Bonvesin de la Riva - Le meraviglie di Milano (XIII secolo)
Traduzione dal latino di Ettore Verga (1921)
Nota bibliografica
Fra Bonvesino Divisione del capitolo primo
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NOTA BIBLIOGRAFICA

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Fino alla metà del passato secolo delle opere di Bonvesin dalla Riva non era a stampa che il poemetto in versi latini De vita scholastica. Fu stampato la prima volta in Milano «per Dominicum de Vespolate et Jacobum de Marliano, 1479, die XXVI januarii», in 4°, 18 fogli. Il Brunet accenna ad altre edizioni: di Milano, 1490; Parma, 1495; Venezia, 1496 e 1507 per Melchior Sessa; Torino senz’anno, ma fine del sec. XV. Uscì ancora a Venezia nel 1533, a Milano per G. A. da Borgo, nel 1532; col titolo De disciplinorum praeceptorumve moribus, Opus metricum, a Brescia per Ludovico Britannico nel 1542. A giudicare dalle molte edizioni, il trattatello fu assai diffuso e apprezzato nello scuole.

La maggior parte dei «Volgari», circa 4500 Versi, fu pubblicata per la prima volta da Immanuel Bekker nei Monatsberichte über die zur Bekanntmachung geeigneten Verhandlungen der Kgl. Preussichen Akademei der Wissenschaften zu Berlin, anni 1850 e 1851, da un codice del sec. XV, di buona lezione, acquistato [p. lx modifica] allora dalla Biblioteca nazionale di Berlino, probabilmente quello stesso che già, esisteva nella biblioteca del convento di S. Maria Incoronata in Milano dove fu veduto dal Tiraboschi. La riproduzione del testo è molto curata, ma è priva di commenti. I volgari vi son così distribuiti: 1) disputa tra la Vergine e Satana, versi 396, I. 322; — 2) I quindici miracoli precursori del dì del giudizio, v. 52, I. 379; — 3) il dì del giudizio, v. 396, I. 380; — 4) volgare delle elemosine, v. 1053, I. 438; — 5) lodi della Vergine, v. 528, I. 478; — 6) Contrasto della rosa e della viola, v. 248, II. 3; — 7) contrasto della mosca e della formica, v. 276, II. 9; — 8) Le cinquanta cortesie da tavola, v. 204, II. 85; — 9) contrasto del peccatore con la Vergine, v. 144, II. 90; — 10) ragioni per le quali la Vergine ama i peccatori, v. 124, II. 94; — 11) contrasto dell’anima al corpo, v. 388, II. 132; — 12) Visita dell’anima al corpo, v. 144, II. 142; — 13) volgare della passione di Giobbe, v. 324, II. 209; — 14) vita di S. Alessio, v. 112, II. 217.

Il poemetto delle zinquanta cortesie da tavola, e una parte delle lodi della Vergine furono ripubblicati nel 1856 da Bernardino Biondelli, nel volume: Poesie lombarde inedite del secolo XIII, Milano, Bernardoni, insieme col poemetto da noi ricordato di Pietro da Bescapè e col Decalogo d’un anonimo bergamasco. Solo queste ultime composizioni erano inedite; il Biondelli non conosceva la [p. lxi modifica] pubblicazione del Bekker. Egli desunse i due componimenti bonvesiaiani da un altro codice, conservato nella Biblioteca ambrosiana, pur del sec. XV, ma di gran lunga inferiore per correttezza a quello di Berlino. Corredò il tutto di una introduzione e di note.

Il Tractato dei mesi fu pubblicato in Bologna presso E. Romagnoli, nel 1872, a cura del professore svedese Eduardo Lidforss che lo scoperse in un codice della Biblioteca capitolare della cattedrale di Toledo. Il testo è seguito da note filologiche e da un glossarietto. Il poemetto consta di 584 stanze di otto versi ottonari ciascuna.

Il Libro delle tre scritture (versi alessandrini 2396) e il Volgare delle vanità (versi 128) furon pubblicati nel 1901, con una dotta introduzione e un glossario da V. De Bartholomaeis, a cura della Società filologica romana. Quasi contemporaneamente li pubblicava con ampi commenti L. Biadene, Pisa, Spoerri, 1902. Entrambe le pubblicazioni furon recensite in due notevoli articoli del compianto prof. Carlo Salvioni, nel giornale La Perseveranza, 21 luglio 1902, e nel Giornale storico della letteratura italiana, Torino, XLII, 1903.

Del volgarizzamento dei distici di Catone ha dato notizie ed estratti L. Biadene: Un Volgare inedito di Bonvesin da la Riva e il codice che lo contiene, Cividale, Stagni, 1910.

A facilitare l’intelligenza della lingua di Bonvesino ha pensato E. Seifert, col suo [p. lxii modifica] Glossar zu den Gedichten des Bonvesino da Riva, Berlin, 1886.

Il testo integrale del De Magnalibus civitatis Mediolani che prima, come s’è detto, non era conosciuto se non da pochi brani riferiti inesattamente da Galvano Fiamma nelle sue cronache, fu scoperto nel 1895 da Francesco Novati nella Biblioteca nazionale di Madrid e publicato con dotta introduzione e amplissime note nel Bollettino dell’Istituto storico italiano, n. 20, 1898.

I due testamenti furono pubblicati da C. Canetta nel Giornale storico della letteratura italiana, VII, 1886.

Su Bonvesino e la poesia del suo tempo si può consultare:

Bartoli Adolfo: I primi due secoli della letteratura italiana, Milano, Vallardi, 1880.

Gaspary Adolfo: Storia della letteratura italiana, Torino, 1887, vol. I.

Ratti Achille: Bonvesin dalla Riva appartenne al terz’ordine degli Umiliati od al terzo ordine di S. Francesco?, nei «Rendiconti del Regio Istituto lombardo di scienza e lettere», XXXIV, 1901.

Salvioni Carlo: Briccihe Bonvesiniane, nella «Miscellanea di studi critici in onore di Arturo Graf», 1903.

Novati Francesco: Poesia milanese dei vecchi tempi, nella «Nuova Antologia», 1° marzo, anno 1909.