Le odi di Orazio/Libro primo/XIV

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Libro primo
XIV

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Quinto Orazio Flacco - Odi (I secolo a.C.)
Traduzione dal latino di Mario Rapisardi (1883)
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XIV.


O nave, al pelago te nuovi spingono
  Flutti. O che agiti? Fortemente occupa
      Il porto. Il fianco nudo
      4Di remi e infranto l’albero

Non vedi? Gemono le antenne all’impeto
  Del celer africo; prive di gomene
      Possono le carene
      8Reggere appena al tumido

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Mare. Non íntegre vele ti avanzano,
  Non Dei cui supplichi spinta all’esizio:
      Benchè pontico pino
      12Figlio di selva nobile

Ti vanti, genere e nome inutile:
  Non fida in tavole dipinte il timido
      Nocchier. Se gioco a’ venti
      16Esser non vuoi, tu schivali.

Già mia sollecita cura increscevole,
  Or desiderio, pensiero assiduo,
      Evita l’onde sparse
      20Fra le lucenti Cicladi!