Le odi di Orazio/Libro terzo/XV

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Libro terzo
XV

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Quinto Orazio Flacco - Odi (I secolo a.C.)
Traduzione dal latino di Mario Rapisardi (1883)
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XV.


        Moglie del povero Ibico,
Metti alfin termine alle malizie
        E all’opre tue d’obbrobrio;
4Cessa, alla debita morte già prossima,

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        Di scherzar tra le vergini
E sparger nebbia tra stelle candide.
        Se ciò si addice a Fòloe,
8Non a te, Cloride: più a dritto a’ giovani

        Tua figlia le case occupa,
Qual Tiade in furia per suon di timpano;
        Or va per Noto in fregola,
12E ruzza, a lubrica capretta simile.

        A te, vecchietta, i bioccoli
Tosi appo l’inclita Lucera addiconsi.
        Non cetre, non purpuree
16Rose, non calici che interi vuotinsi.