Le operette morali/Avvertenza

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Avvertenza

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Le operette morali Della filosofia leopardiana. Dialogo di G. Chiarini
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AVVERTENZA

A quelli che gradirono raccolte nel primo volume della nostra biblioteca tutte le poesie del Leopardi, offriamo oggi questo secondo, che comprende tutti gli scritti filosofici di lui. I criterii medesimi che seguimmo nel condurre l'edizione delle Poesie, ci sono stati guida nell'ordinare e correggere questa delle Operette morali; dalla quale naturalmente abbiamo escluso tutte le prose non filosofiche, per quanto pregevolissime, come il Martirio dei SS. Padri e le traduzioni dal greco. Nell'ordine degli scritti abbiamo osservato con fedeltà scrupolosa gl'intendimenti dell'autore, e però non ci siamo arbitrati di mutare quello delle edizioni precedenti. Per la stessa ragione, non abbiamo posto fra gli altri, come sta nelle edizioni di Milano (Stella, 1827) e di Firenze (Piatti, 1834) il Dialogo di un Lettore di umanità e di Sallustio. Ma non volendo che alla nostra edizione mancasse, lo abbiamo accolto in una Appendice; dove ci è sembrato buono aggiungere una Scelta di pensieri e frammenti cavati dalle lettere, i quali sono e [p. vi modifica]compimento e illustrazione molto opportuna della filosofia leopardiana. Le Note o Ricordi giovanili, che chiudono l'Appendice e il volume, sono tratti dalle carte del Leopardi che già possedè il De Sinner, e che ora si conservano nella biblioteca nazionale di Firenze. Li pubblichiamo più come novità e curiosità bibliografica, che non come scritti di materia filosofica, o per importanza vera ch'essi abbiano, se non quanto di uno scrittore come il Leopardi sono importanti anche le cose meno perfette. La maggior parte di essi vide già la luce nel giornale la Rivista italiana(N.°145,29 giugno 1863) per opera dell'amico nostro Emilio Teza; il quale avendoci frapposto alcune sue osservazioni, mutò l'ordine ch'essi tengono nei manoscritti, e che a noi è sembrato buono di restituire. Nella correzione del testo e nella punteggiatura abbiamo posto ogni maggiore diligenza, servendoci per la nostra stampa delle edizioni del Guigoni (Milano,1864), che abbiamo sempre riscontrata con quelle dello Stella (Milano, 1827) e del Piatti (Firenze, 1834), e con la prima del Le Monnier (Firenze, 1845). Per questo riscontro abbiamo potuto emendare alcuni lievi errori occorsi anche nella prima accuratissima edizione Lemonieriana, e da questa passati in tutte le altre. In due luoghi dei Pensieri, dove il testo delle edizioni precedenti ci parve manifestamente errato e sicura la correzione, abbiamo corretto di nostro capo. Ecco [p. vii modifica]la nota di alcune correzioni di maggior rilievo, dalle quali apparirà quanta cura abbiam posto nell'emendare questa edizione. A pag. 131, v. 2.° abbiamo stampato, seguendo l'edizione dello Stella,«con ragioni fisiche o metafisiche O di qualunque disciplina.» L'edizione Le Monnier e tutte le posteriori hanno con manifesto errore, «fisiche o metafisiche di qualunque disciplina.» Ivi, al v. 13, dove tutte le altre edizioni leggono «se l'uomo vivesse E potesse vivere in eterno», abbiamo corretto, pure con la milanese dello Stella, «O potesse vivere in eterno.» A pag. 198, v. 9, abbiamo corretto, sempre colla edizione dello Stella, «nelle quali si conviene colla poesia la filosofia» L'edizione Le Monier e le altre hanno, «colla poesia E la filosofia.» A pag. 395, v. 5, dove tutte le edizioni leggono, «non per ISPERIENZA nè per poca cognizione» abbiamo corretto, «perché gli uomini, la maggior parte, sono malvagi a un modo, O POCO MENO.» La prima edizione Le Monnier e le altre hanno, «sono malvagi a un modo, POCO O MENO.»

Livorno, 15 Agosto 1870.

G.CHIARINI