Le pitture notabili di Bergamo/X

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X - Carmini

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IX XI
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CARMINI.


X.


LA quale già picciola, e consagrata dal Vescovo Barozzi nel 1451. sotto l’Invocazione della Santissima Annunciata, indi riedificata ed aggrandita dagl’introdotti Padri Carmelitani dell’Osservanza, e poscia da’ medesimi ristaurara ed abbellita; ci presenta al secondo Altare, che è a destra dell’entrare, un’egregia Tavola, ma alquanto pregiudicata dalle vernici, di Gio. Paolo Cavagna, essendo anche stata ingrandita e riquadrata nella sommità, colla giunta di quattro Cherubini di mano diversa; i quali tuttavia per l’oscurità delle tinte non iscompajono gran fatto. Vi si vede effigiata la [p. 39 modifica]B. V. sulle nubi, e nel piano i SS. Niccolò, e Bernardino. I due laterali sono Pitture di Giovanni Carobio. Giuseppe Brina, morto a’ dì nostri, ha lavorato la Tavola del quarto Altare, dove vi ha rappresentato Gesù con S. Maria Maddalena de’ Pazzi, ed altri Santi dell’Ordine. I Freschi parimenti della Cappella sono di sua mano, ma inferiori di merito al Quadro dipinto a olio. La S. Appollonia, a cui il manigoldo strappa i denti, chiusa da’ cristalli al sesto Altare, è stimabile manifattura di Gio. Giacomo Gavazzi da Poscante, Villa del Bergamasco il quale fiorì verso il principio del 1500. di cui parimenti è il S. Alberto nella corrispondente Cappella.

L’Altare che segue lungo la Navata ha una bella e gentil Tavola di Francesco Zucchi di Bergamo, concorrente del Talpino, e del Cavagna; in cui nel 1625. espresse S. Teresa con due Angeli che suonano la Cetra. Il laterale a sinistra, in cui essa Santa ha la visione di Gesù Cristo, è di mano di Chiara Salmezza, detta la Talpina, perchè figliuola di Enea Talpino. Il dirincontro, dove la Santa medesima è colpita dall’Angelo, è di pennello ignoto e di minor pregio. L’Altare appresso è fregiato di una squisita Tavola del Moroni, esprimente la B. V. colli Santi Lorenzo, e Barbara, di un impasto assai vivace e robusto. Il Quadro di fianco, dalla parte dell’Epistola è Opera elaboratissima di Paolo Cavagna in cui con particolar espressione di rispetto e di costanza dipinse S. Barbara davanti al Tiranno, ottimamente atteggiato, e intento a sedurla con persuasive e minacce. Il Quadro opposto contiene il Martirio della Santa Verginella figurato da [p. 40 modifica]Francesco Giugno Bresciano l’anno 1636.

Nella contigua Cappella sfondata di Maria Vergine del Carmine è osservabile il ricco e magnifico Altare isolato di fini marmi, con quattro alte e massicce Colonne di marmo d’Ardesio; oggi assai rare. Lateralmente all’ingresso evvi un Quadro colla B. V. e il Bambino in gloria, che porge l’Abitino della Pazienza a un Santo dell’Ordine, e nel piano a destra una Santa Monaca, e a sinistra un Papa vestito pontificalmente, Opera commendabile di Chiara Talpina; se non che il Pontefice è parto del pennello del di lei Padre, o certamente almeno è stato fatto col di lui disegno e ritocco. La copiosa, e ben espressa Natività di M. V. dalla parte opposta, è di Pietro Ronzelli Bergamasco. La Tavola che è in testa al Coro, dove è effigiata la B. V. e il Bambino circondato da Angeli, con S. Giovannino allato, e sotto altri Santi, è Pittura di pregio, ma non se ne sa l’Autore. L’Adorazione de’ Magi che le è di fianco è una delle migliori produzioni del Polazzi: e la dirincontro presentazione di Gesù Bambino al Tempio è fatica di Marco Olmo Nobile Bergamasco, morto nel secol corrente: ma non è delle sue più studiate, scorgendovisi alcune Figure piuttosto pesanti, che no. Ommessa la Cappella seguente, dove non v’ha cosa che meriti particolare attenzione, osserveremo una Tavola formata di tre pezzi all’Altare dell’ultima. Il Vescovo a diritta è di Chiara Salmezza; il S. Angelo Martire dell’Ordine col coltello in petto, e sopra un pastoso Angioletto che scende a coronarlo, fu fatto da Paolo Cavagna; l’altra metà superiore [p. 41 modifica]colla Vergine, ed altri Santi da Giuseppe Brina, che non seppe per la sua dilavata maniera imitare lo stile robusto dei primi. Osservabili sono ancora due Armi di Casa Albani, poste a stucco colorito e dorato ne’ Pilastri dell’Arco della Tribuna maggiore; l’una coperta da un Cappello Cardinalizio, l’altra da uno Arcivescovile: siccome ancora il Diposito marmoreo situato in alto nel fianco sinistro del Coro, in cui riposa un segnalato Soggetto della medesima Nobil Casa. Uscendo di Chiesa e proseguendo il cammino si entra in Piazza nuova; che fu cominciata nel 1517. e finita nel 1521. in testa alla quale è posta la

CITTADELLA.