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Li sordati

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Giuseppe Gioachino Belli

1845 Indice:Sonetti romaneschi V.djvu sonetti letteratura Li sordati Intestazione 29 dicembre 2024 100% Da definire

Er passetto de Castel Sant'Angiolo Grigorio e Nicolò
Questo testo fa parte della raccolta Sonetti romaneschi/Sonetti del 1845

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LI SORDATI.

     Dico: “Facci de ggrazia, sor don Zisto,
Lei che ste cose deve avelle intese:
Quanno stava quaggiù, trall’antre spese,
Manteneva sordati Ggesucristo?

     Perché,„ ddico, “lei sa cch’er monno tristo
Critica er zu’ Vicario a sto paese,
Che a ccasa e ppe’ le strade e in ne le cchiese
Senza sordateria nun z’è mmai visto.„ —

     “Fijjo„, disce; “voi séte un iggnorante,
E nun zapete come li peccati
Hanno fatto la cchiesa militante.[1]

     Pe’ cquesto ir[2] Papa ha li sordati sui,
E ssi[2] Ccristo teneva li sordati
Sarebbe stato mejjo anche pe’ llui.„

25 dicembre 1845.

Note

  1. [Vuole imbrogliarlo, pigliando la locuzione di chiesa militante in un senso diverso da quello che ha, e che le è derivato dal “Militia est vita hominis super terram.„ Job, VII, 1.]
  2. 2,0 2,1 [Al solito, usa per caricatura ir e si, invece di er e se. V. la nota 1 del sonetto: Er pranzo ecc., 6 nov. 35.]