Lirici marinisti/IV/Filippo Marcheselli

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Filippo Marcheselli

Liriche di Filippo Marcheselli ../Ludovico Tingoli ../Paolo Abriani IncludiIntestazione 20 giugno 2017 75% Da definire

IV - Ludovico Tingoli IV - Paolo Abriani
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FILIPPO MARCHESELLI


I

L’ABITAZIONE PRESSO LA FONTANA DI TREVI

     Qui dove il crin d’umide perle in onde
scioglie prodigo fonte e fuggitivo,
che piú natali in triplicato rivo,
quasi Nilo del Lazio, a sé confonde;
     qui stassi Nice, e le catene bionde
del crine onde il mio cor splende captivo,
de’ franti argenti al fluttuar lascivo
spesso avvien che, qual Sol, tra l’acque affonde.
     Al mormorio di quei tesor stillanti,
che pure al pianger mio sempre s’accorda,
piú stringe il gel de’ suoi rigor costanti.
     Nè stupor è se, di mia morte ingorda,
mai non ode del cuor l’angosce e i pianti,
ch’anco, ove sgorga, il Nil l’egizio assorda.

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II

ALL’ANCELLA

     Docile ancella, che mia fé verace
animasti di speme e di consiglio,
e del linguaggio onde parlommi un ciglio
fosti interprete pia, cifra sagace;
     or che colei de l’invecchiata face
spense ogn’ardore e al mio peggior periglio
diede a’ suoi sguardi dal mio cor l’essiglio
per non mirarmi in sen piaga vorace;
     dille ch’eterno stral non sazia un core,
che se medico sdegno il sen mi tange,
d’un’ingrata beltá rido al rigore.
     L’Astrea di Cipro a un cor che avvinto piange,
se fu innocente, in criminal d’Amore,
apre alfin la prigione e i ceppi frange.