Lirici marinisti/IV/Ludovico Tingoli

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Ludovico Tingoli

Liriche di Ludovico Tingoli ../Cesare Abbelli ../Filippo Marcheselli IncludiIntestazione 20 giugno 2017 75% Da definire

IV - Cesare Abbelli IV - Filippo Marcheselli
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LUDOVICO TINGOLI


I

INVOCAZIONE ALL’INTEMPERIE

     Ne’ boschi è l’idol mio: finché tu ridi,
invido ciel di chiare tempre adorno,
spegnere il pianto mio col suo ritorno
non è che la speranza egra confidi.
     Deh movi, austro gentil, dai mauri lidi
di sonore tempeste orrido il corno;
involvi d’atre bende i climi intorno,
porta in aria Nettun co’ flutti infidi.
     Spero tregua ai sospir sol dal tuo fiato,
luce a l’orbo desio dal tuo baleno,
pace dai tuoi tumulti al cor turbato.
     Sta la mia calma a tue procelle in seno,
sol da’ tuoi nembi attendo il sole amato,
solo da le tue nubi il mio sereno.

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II

LA BRUTTEZZA INGIOIELLATA

     Costei cui sol di tenebre e d’orrori
natura acherontea veste e circonda,
osa intorno spiegar quanti ne l’onda
del Gange e del Pattol nascon fulgori.
     Spargon le chiome e ’l labbro ombre e squallori,
e d’oro e di rubini il braccio abbonda;
invece che lo sguardo i rai diffonda,
sfavillano dal sen compri splendori.
     La perla, onde la bocca orba notteggia,
a l’orecchia plebea quasi per scherno
pende, ed intorno al nero collo albeggia.
     Ma che stupir, s’è pur decreto eterno
ch’ove ricco tesoro arde e lampeggia,
ivi custode sia spirto d’Averno?