Lirici marinisti/IV/Giovanni Andrea Rovetti

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Giovanni Andrea Rovetti

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IV - Giovanni Palma IV - Bartolomeo Tortoletti
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GIOVANNI ANDREA ROVETTI


I

IL LAGO DI DIANA IN NEMI

     Lago ove Cinzia regna, Amor barcheggia,
gloria del primo Augusto, onor de l’arte,
occhio de la natura ond’ella sparte
mille vaghezze sue lieta vagheggia,
     Giove sovra il tuo ciel stende la reggia,
quando i consigli suoi libra e comparte;
ivi danza Ciprigna e giostra Marte,
quando il coro sovran lá su festeggia.
     Placidi sempre in te scherzano i venti,
di greggi ondosi le tue ninfe appaghi,
fatto speco ai pastor, specchio agli armenti.
     Ma quel recinto d’arboscelli vaghi,
teatro illustre de’ tuoi chiari argenti,
vuol dir che la corona hai tu dei laghi.

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II

IL PIANTO DEL FIGLIUOLO

     Un picciol cane, un ghiro ed un augello
del tuo caro fanciullo
sono, bella Lisetta, ognor trastullo.
Ruzza col ghiro il cane,
ne brilla il putto in vista;
ma l’augel, che non tresca e becca il pane,
infranto ne rimane:
tu ne ridi, io ne godo, ei se n’attrista,
e scaccia stizzosetto
il ghiro e ’l cane e piagne l’augelletto.
Se ridi, o cruda, del tuo figlio ai guai,
al mio duol che farai?

III

PREMENDO IL PIEDE

     Tu chiedi quel ch’io voglio,
quando a mensa talor ti premo il piede?
Ah, che negli occhi ogni tuo sguardo il vede
Lusingando t’infingi
e ’l bianco volto in bel rossor dipingi.
Vorrei, dolce ben mio...
Lasso, ch’a dirlo m’arrossisco anch’io!