Lu furastiero

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canti

cantastoria Lu furastiero Intestazione 11 settembre 2008 75% canti

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Lu furastiero dorme stanotte sull'aia,
dorme sull'aia
a la frescura.

2Lu furastiero dorme stanotte sull'aia,
dorme sull'aia
a la frescura.

3Pe' cuperte na racanella,
pe' cuscine na sacchettola;
pe' cuperte na racanella,
pe' cuscine na sacchettola.

4Lu furastiero dorme sull'aia,
lu furastiero dorme sull'aia.


Traduzione

Il forestiero dorme stanotte sull'aia,
dorme sull'aia
al fresco.

2Il forestiero dorme stanotte sull'aia,
dorme sull'aia
al fresco.

3Per coperta un telo di sacchi,1
per cuscino un sacco piegato;
per coperta un telo di sacchi,,
per cuscino un sacco piegato;

4Il forestiero dorme sull'aia,
Il forestiero dorme sull'aia.

Note

Questa canzone, facente parte del repertorio di Matteo Salvatore, rievoca le sofferenze patite dalla gente forestiera che, fino agli anni cinquanta ed anche per parte degli anni sessanta del 1900, veniva sul Tavoliere di Puglia dove si aveva grande necessità di mano d'opera per la mietitura, per la trebbiatura e per la sistemazione della paglia in "mete" destinata all'alimentazione del bestiame da lavoro per l'intero anno fino alla mietitura successiva.

Questi forestieri, provenienti principalmente dalla marina, cioè dalle città costiere pugliesi, ma anche lucane e calabresi, erano detti perciò "marenis". Essi, al pari della gente locale, erano sottoposti a grandi sacrifici pur di portare a casa, a campagna conclusa, un gruzzolo di soldi.

Non disponendo di capacità economica erano costretti a dormire in luoghi di fortuna e spesso anche all'addiaccio sul luogo di lavoro, sull'aia appunto, usando come coperta la stessa racanella, cioè quello strumento di lavoro costituito da un grosso telo usato, dopo essere stato riempito di paglia, per sollevare la stessa in alto sulla meta dove veniva stesa dai metaioli, operai specializzati nella costruzione delle mete. Esse, grandi come edifici di quasi due piani, dovevano essere in grado di preservare la paglia dalle intemperie ed in particolare dall'azione del vento e dell'acqua.

Firmato EP

  1. la racanella è una racana più piccola ed è quel telo, in genere fatto con sacchi di juta aperti e cuciti insieme, che viene usato per stendere prodotti agricoli al sole.