Memorie storiche della città e marchesato di Ceva/Annotazione.

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Annotazione.

../Paesi sui quali estendevasi la giurisdizione marchionale di Ceva. ../Documenti IncludiIntestazione 3 aprile 2013 100% Storia

Paesi sui quali estendevasi la giurisdizione marchionale di Ceva. Documenti
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Annotazione.


Fra i viventi si deve fare lodevole memoria dei seguenti:

Il dottore Tamagno l’anno 1835 epoca funesta in cui il cholera-morbus penetrato nel nostro Piemonte menava orribile strage nella città di Cuneo, rinfrancar volendo gli animi abbattuti de’ suoi concittadini, con pericolo della vita, spontaneo si recò in detta città, ove consecratosi a sollievo di quelle infelici vittime, studiò l’indole del morbo, giovando poscia col senno e colla mano ai Cevesi, quando questo ricompariva con più truce aspetto nell’ottobre del 1855.

La Gazzetta piemontese nel settembre 1835 consecrava poche ma eloquenti linee al merito di questo illustre cittadino.

Davico Giovanni Battista entrato giovine in qualità di cadetto nel Reggimento della Marina fece due campagne, e fu fatto nell’ultima prigioniero di guerra: servì nel 1805 nelle contribuzioni dirette a Genova di dove passò controllore di prima classe delle medesime a Bastia in Corsica e dopo diversi altri impieghi onorevolmente sostenuti per 45 anni venne posto in ritiro essendo Capo della Direzione principale di Segreteria e del Personale dell’Amministrazione centrale e decorato della Croce Mauriziana.

Fra i canonici onorari si deve annoverare il sacerdote, D. Bartolomeo Garassino di antica cevese famiglia come si è veduto parlando della lapide del Vescovo Calagrano.

Si dovrebbe qui pure parlare di molti altri onorevoli cittadini, che ben il meriterebbero ma per amore di brevità si devono tralasciare.

[p. 368 modifica]Tra i signori del Marchesato di Ceva oltre i già nominati si devono ricordare i Mellini di Millesimo conti di Scagnello, ed i conti Ioannini del quartiere di S. Michele.

Nel giornale L’Esposizione a favore delle Missioni cattoliche affidate ai seicento Missionari Sardi, foglio ebdomadario n° 16 delli 11 d’aprile trovo con piacere che si è fatta commemorazione del compianto autore di queste Memorie persino nella Guadalupa, come si potrà vedere dal seguente squarcio di lettera del Reverendo A. Delros savoino Vicario datata a Pointe à Pitre 11 marzo: «Combien j’ai été sensible à la perle que vous pleurez bien justement des hommes illustres, tels que monseigneur Ravina, le comte de la Tour, le général d’Aviernoz, le marquis d’Arvillars, et surtout le reverend père prieur D. Jean Olivero, chanoine archiprétre de la Collégiale de Ceva. Avec l’honneur de connaitre ce dernier d’une manière toute particulière, j’ai eu plusieurs fois le plaisir de jouir de sa gajeté pleine de finesse d’esprit et de suavitè. Je me rappelerai toujours ces belles paroles de zéle qui lui echappèrent en présence de monseigneur Ghilardi en 1849: Oh sì, monsignore, dit il à l’Évéque de Mondovì, noi siam pronti a dar tutto: daremo le prebende, daremo la vita, e vita grossa; faisant allusion à sa stature et à son en-bon-point».

Avendo cominciate le note a queste postume Memorie storiche della Città e Marchesato di Ceva col dare alcuni brevi cenni biografici del benemerito autore arciprete Olivero e terminerò pure coll’aggiungere ancora due parole in un coll’iscrizione da scolpirsi sulla lapide sepolcrale in S. Bernardino presso Ceva scritta dall’aurea penna del professore cav. Tommaso Vallauri, e che verrà pubblicata fra breve, essendo già in corso di stampa, la ristampa con molte aggiunte, lo Specimen Inscriptionum latinorum Thomae Vallaurii, messo in luce con pregevoli annotazioni dall’infaticabile non men che dotto conte D. Vincenzo Ferrero Ponziglione di Borgo d’Ales, coi tipi regii.

Ecco l’iscrizione:

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HIC · UBI · PRÆOPTARAT

CONDITUS · EST

JOANNES · JOANNIS · F. OLIVERUS

DOMO · VICODUNO

ARCHIPRESBITER · CEBENSIUM · PER · ANNOS · AMPLIUS · XXX

QUI · PIUS · COMIS · SERMONE · FESTIVUS

POPULUM · AD · PIETATEM · SOLLERTER · EXCOLUIT

EFFUSA · LIBERALITATE

EGENOS · ALENDOS · SUSCEPIT

SUMPTUS · ÆEDI · EXTRUENDÆ · PLEROSQUE · SUPPEDITAVIT

RAPTUS · EST · INSIGNI · CIVIUM · LUCTV

VII · CAL. · FEBRUARIAS · AN. M · DCCC · LVII

VIXIT · ANN. LXII · D. VII

AVE · IN · PACE · Chirho.svg


Avendo ancora ricevute in tempo per cortesia di monsignor Proposto Giovanni Bosisio parroco della Chiesa cattedrale di Pavia, autore di pregiata Memoria intorno al luogo del supplizio di Severino Boezio, con un appendice intorno alla santità dello stesso Boezio, Pavia 1855, in-4° di pag. 62, le seguenti epigrafi funerarie di monsignor Bertieri Giuseppe (vedi pag. 112), credo che non riescirà discaro ai cultori della nostra storia che qui le ponga.

Sopra la lapide sepolcrale.

JOSEPH BERTIERI

ARCHIEP. AM. EP. TICIN.

RELIQUUM.


[p. 370 modifica]Nell’aula maggiore dell’Episcopio di Pavia vi sono dipinti i Vescovi; sotto il ritratto del Bertieri si legge la seguente:

JOSEPH BERTIERI CEBANUS

EX ORD. EREMITARUM S. AUG.

NOVOCOMENSIS PRIMUM DEINDE

TICIN. EPISC. ARCHIEP. AMASIENSIS

AB AN. 1792 AD AN. 1804.


Qui pure trascrivo le temporarie perchè bellissime.

Funus in templo maximo Ticini adornatum Episcopo Bertierio
X Kal sextiles MDCCCIV.


A janua exterius.


JOSEPH BERTIERIO

CEBANO

O R D.  E R E M.  D.  A U G O S T I N I

AMASIÆ ARCHIEPISCOPO

PAPIÆ ANTISTITI

EX ELECT. DOCTORUM COLLEGIO

FUNEBRIA.

A quatuor lateribus molis funebris.


I.

RERUM DIVINARUM SCIENTIAM

TICINI PISIS PARMÆ

APUD SUOS

DEIN VINDOBONÆ IN R. ACADEMIA PUBLICE TRADIDIT

ANNOS XXI

LAUDEM VIRTOTE PARTAM

SCRIPTIS EDITIS MAXIME ADAUXIT

HÆERETICIS ET NOVATORIBUS

PROFLIGATIS.


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II.


M. THERESIÆ JOSEPHO II. AUGG.

ACCEPTISSIMUS

NOVOCOMUM EPISCOPUS MISSUS

SEMINARIUM QUOD VOCANT CREBRO INVISENS

MEDIIS INTERFUIT DISPUTATIONIBUS

PRÆMIIS ÆQUA LANCE DISTRIBUTIS

ALUMNOS AD HONESTAM STUDIORUM DISCIPLINÆQUE

ÆMULATIONEM MIRIFICE INCENDIT

DŒCESIM MAGNA EX PARTE LUSTRAVIT

PIETATE DOCTRINA EXEMPLO

OMNIUM ANIMOS

SIBI DEVINXIT.


III.


BIENNIO POST PER LEOPOLDUM CÆS. AUG.

AD TICINENSEM EPISCOPATUM EVECTUS

ECCLESIAM SIBI CREDITAM

PERAMANTER SAPIENTISSIMEQUE ANNOS XII REXIT

LEGATIONE LUGDUNENSI PRO ARIS ET FOCIS

FELICITER GESTA

A NAPOLEONE TUNC SUPREMO GALL. CONSULE

APUD QUEM PLURIMUM AUCTORITATE VALUIT

HUMANISSIME EXCEPTUS

REIP. ITAL. PRÆSIDIBUS APPRIME CARUS

SIBI PARCUS

UT EGENOS PERPETUO RECREARET.


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IV.


ANNUM AGENS LXX

GRAVI MORBO CORREPTUS

CUNCTIS QUÆ AD RELIGIONEM PERTINENT

RITE PERACTIS

SANCTE DECESSIT

IDIB. QUINTIL. A. MDCCCIV

ORPHANOTROPHIUM HÆREDEM EX ASSE INSTITUIT

E REDDITIBUS CLERIC. COLLEGIO BESSEM

TESTAMENTO LEGAVIT.


In eiusdem obilum.


Epigramma.


Quam tibi speraram fregit mors invida sortem:

Contigit al multo carius eo melius.

Nam superos inter divina sede receptus

Felix lætitia cœlicolum frueris.

Nos vero hic gravibus discerpti pectora curis,

Heu miseri! adsiduis conficimur lacrymis,

Eja igitur prœsens tantum compesce dolorem,

Ac tutare tuas, optime pastor, oves.


A. B.


Olivero - Decorazione.jpg