Morte, che tanta di me parte prendi

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Vincenzo da Filicaja

Indice:Zappi, Maratti - Rime I.pdf Sonetti Letteratura Morte, che tanta di me parte prendi Intestazione 14 dicembre 2019 75% Da definire

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Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta Sonetti d'alcuni arcadi più celebri/Vincenzo da Filicaja


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XIV1


Morte, che tanta di me parte prendi,
     E lasci l’altra del suo albergo fuore,
     Se intendesti giammai che cosa è amore,
     O ti prendi anco questa, o quella rendi.
5E se tant’oltre il poter tuo non stendi,
     Armami almen del tuo natìo rigore,
     E contra i colpi del crudel dolore
     Tu, che sì m’offendesti, or mi difendi.
Ma nè d’erbe virtù, ne d’arte maga,
     10Nè a risaldar bastanti unqua sariemo
     Balsami di Ragion sì acerba piaga;
Onde lentando al giusto duol il freno
     Forz’è ch’io pianga, e del mio Ben la vaga
     Immago adombri in queste carte almeno.


Note

  1. Questo, e gli seguenti Sonetti sono in morte di Camilla da Filicaja Alessandri.