Naja Tripudians/XXI

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L'indomani la casa fu tutta in trambusto di buon'ora; il dottore, colle fanciulle e Miss Jones, salirono nel calesse ordinato la sera precedente all'alberghetto di Wild-Forest, e Jessie andò a cassetta col vetturino e la cappelliera e la valigia.

Faceva ciò che d'inverno in Inghilterra si chiama «bel tempo»; cioè, non diluviava e non soffiava una bufera; c'era semplicemente una nebbiolina grigia e umida diffusa su tutto, e in un punto del cielo si scorgeva un piccolo cerchio scialbamente rossastro, che, con molto ottimismo e fantasia, si poteva anche chiamare il sole.

Rabbrividendo un poco, la piccola Leslie, sullo scanno mobile accanto a suo padre, gli si strinse vicino e gli prese e tenne stretta la mano. Di fronte a loro sedevano Miss Jones e Myosotis; questa taceva, pallidina, cogli occhi rossi. Ma [p. 139 modifica] Miss Jones si diffondeva in un verboso soliloquio che nessuno ascoltava. Rievocava i suoi ricordi di Londra; alternando alla narrazione delle sue passate esperienze molte considerazioni di ordine generale e raccomandazioni svariate alle due fanciulle.

— Meno male che avete fatto fare da Miss Knox quei due vestiti di mussola rigata.... Badate di non metterli che la sera; e non mai sotto ai mantelli quando uscite di casa!.... A proposito — s'interruppe d'un tratto — non so precisamente in quale quartiere di Londra sia la casa di Lady Randolph Grey: non mi avete mai fatto vedere la sua lettera. Starà certamente nel West End; è vero?... In Park Lane, o Pont Street, dove abita tutta l'alta aristocrazia londinese.... potrebbe anche stare nel South Kensington, che è divenuto estremamente fashionable, dacchè la duchessa di Marlborough....

A questo punto Miss Jones si accorse che nessuno l'ascoltava. Ma non per questo si scoraggiò. Diede una scrollatina al braccio della silenziosa Myosotis:

— Sulla sua lettera che indirizzo c'era?

— Sulla lettera di chi? — chiese Myosotis, trasognata. [p. 140 modifica]

— Ma sulla lettera di Lady Randolph Grey!

— Non so.... Argyle Square — rispose la fanciulla.

— Argyle Square.... Dev’essere vicino a Bond-Street, se non erro — fece Miss Jones, sopra pensiero. — È nel centro della città; non è proprio nel West End. Mi pare strano.... Tuttavia, potrebbe essere l’indirizzo di un Club aristocratico; ce n’è molti nei dintorni di Bond-Street e di Duke Street....

Ma siccome nessuno la seguiva in queste sue considerazioni, nè pareva soverchiamente interessarsene, finì col tacere anche Miss Jones; e la lunga discesa alla piccola città di Westham fu fatta quasi in silenzio.

Arrivarono alla stazione appena a tempo; il treno era già annunciato. Lasciando Jessie e Miss Jones a guardia delle valigie, il dottore prese a braccetto una di qua, una di là, le sue due figliole e camminarono in su e in giù per la piattaforma.

Non si parlarono. Pareva non avessero nulla a dirsi nel momento di questa loro prima separazione.

— .... E non mi prendete freddo, — disse il [p. 141 modifica] padre alla fine, come se tutti gli altri suoi pensieri li avesse già detti ad alta voce.

Entrambe le tepide e fragili braccia strinsero il suo braccio, ed ambo le giovanili voci dissero:

— Stai tranquillo!

Ma ecco arrivare il treno; e ritornarono correndo presso Miss Jones e Jessie che già da un pezzo, brandendo valigia e cappelliera, li chiamavano con gesti agitati.

Allora, con un rapido bacio alle due donne e un lungo bacio al padre, le due sorelle salirono nel vagone; indi si affacciarono subito al finestrino.

— Mi raccomando, — ansò Miss Jones, levando verso di loro il viso magro e nervoso, — in società non siate nè timide nè stupidelle; spero, in qualità di vostra maestra, che non mi farete sfigurare!

Jessie si avvicinò cogli occhi rossi.

— Mangiate tutto ciò che vi ho messo nel cestino, — disse, tendendo la mano ossuta, che le fanciulle strinsero sporgendosi dal finestrino. E soggiunse con voce un po’ tremante: — E dite ogni sera le vostre preghiere.

Il padre non disse nulla. Teneva fissi gli occhi su loro; e quando il treno si mise in moto [p. 142 modifica] anch’esse lo guardarono fisso e a lungo... finchè non lo videro più.

Poi sedettero al loro posto e per un pezzo non parlarono.

Ma a poco a poco, come il treno si affrettava pulsando e palpitando, anche nei loro giovani cuori tornò, con affrettato palpito, la gioia.