Novellette ed esempi morali (Bernardino da Siena)/S. Francesco d'Assisi

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
S. Francesco d’Assisi

../Il nome di Gesú ../Devozioni ipocrite IncludiIntestazione 6 dicembre 2016 100% Da definire

Il nome di Gesú Devozioni ipocrite
[p. 111 modifica]

S. FRANCESCO D’ASSISI


I.


Santo Francesco fu naturalmente molto magnanimo; ma sai che ti vo’ dire? Quando a uno che è magnanimo si li apica uno poco di quello di Dio, oh, elli fa cose maravigliose. Quando elli aveva xviij anni voleva andare in Puglia per èssare cavaliere, e la notte gli venne una visione, che vidde uno palazzo tutto pieno di croci e con molte armi e bandiere. Come elli ebbe veduto questo, cosí ebbe una infermità grandissima. E cosí infermato, Iddio gli diè una santa spirazione, dicendoli: “Francesco, va’ e rifà la casa mia.” Disse Francesco: “Ma io non ho de’ danari da rifarla. Prima prima vegh’io che mi conviene diventare ladro e furare a mio padre.” Tolse una borsa di danari al padre, e portolla a santo Damiano. E santo Damiano non volendogli, infine santo Francesco li li gettò per una finestra. [p. 112 modifica]Dubitando santo Francesco del padre, per paura stette tre dí che non tornò, e stette senza mangiare e senza bere, onde egli era dimagrato, difunto e debile, che non poteva appena star ritto. E ’l detto di Pavolo: Cum infirmor, tunc fortior sum. Egli era male un punto tutto disposto a umiltà: elli pareva uno pazzo; chi gli dava uno buffetto sul naso, chi de’ sassi a’ piei, e egli sempre saldo per amore di Dio. E in questo modo entrò dentro in Sisi; e uno scolaro lo scorgeva per un pazzo, facendoli di molto strazio, e elli sempre saldo e umile, non dicendo mai nulla a persona. E questo fu il primo stato che elli dimostrò per avere la grazia di Dio, vedendo che nel mondo non ci è se non cose vane. E da questo stato venne al sicondo, de la umiltà profonda; ché giònto al padre si spogliò di non voler della robba del mondo. Allora el padre el fece mèttare in prigione: infine, vedendo el padre che questo suo figliuolo non voleva robba del mondo, anco voleva vivare pòvaro, disse: “Io voglio che tu rifiuti ogni eredità de la mia robba: poi che tu non ne vuoi, renunzia.” E egli ridendo disse: “Io rinunzio,” e spogliossi d’ogni cosa che aveva del padre e rendella al padre in presenzia del vescovo. E cosí ispogliato, el vescovo il ricoperse co’ panni suoi. Allora disse Francesco: “Pater noster, io non ho altro padre in terra che te.” El vescovo gli diè allora uno capparoncello a due acque, e elli accettatolo, se ’l misse indosso colla caparuccia in capo, e cinseselo cor una ginestra, e cominciò ad andare attorno, faciendo penitenzia. E frate Bernardo dottore e cavaliere andò con lui insieme, el quale si [p. 113 modifica]convertí e diessi a umiltà con lui. E da questo venne poi a penitenzia, dando buono essemplo di sé, purificando la sua coscenzia co la confessione e co la comunione, intanto che egli ebbe spirazione da Dio, che tutti e suoi peccati gli erano stati perdonati...


II.


Una volta egli predicava innanzi al Papa e a Cardinali e era a modo di uno sermone, e fugli dato che egli lo studiasse prima che egli entrasse a la predica. Egli imparò a mente quello che egli doveva a dire; e salito su, in sul pulpito, per dire ciò che egli aveva imparato, in tutto egli non si ricordò di niuna parola. Allora, disse egli, non si vuole andare a quel modo a predicare, e chiamato el chierico gli disse che recasse el suo breviario; e cosí recato aperselo a caso e di subito gli venne posto l’ochio in su queste parole: Aperi os tuum et implebo illud. Apre la bocca tua e io l’empierò. E cosí lo Spirito Santo il fece parlare di cose tanto alte, tanto stupende, che da tutti fu compreso, che lo Spirito Santo era nella lingua sua, e insino che elli predicò fu sempre lo Spirito Santo in lui...


III.


Udisti mai quello che vide santo Pietro Pettinaio? Se nol sai, io tel vo’ dire, e tu il va’ a vedere colà a la sua sepoltura. Egli s’usava a quello tempo d’andare a mattutino, e egli usava [p. 114 modifica]d’andare a udire, e fu qui a Siena questo. Elli vide due angioli con due doppieri in mano e entrando dentro non vidde se non Cristo all’altare, e vide nello spazzo a modo che cénnare. Stando un poco ed elli vidde venire gente a piei e scalzi, i quali ponevano i piei loro secondo che erano le pedate di Cristo. Poi dopo costoro giònsero antichi, e pure si ingegnavano di pònare i piei loro per queste pedate; e per le tante pedate di quelli che passavano, quasi non si vedevano le prime pedate. Poi di dietro a tutti vidde venire il povaretto Francesco, il quale poneva i piei suoi di filo dove gli aveva posti Cristo, che a pena si poteva vedere il luogo suo. E questo fu solo perché dimostrava d’essere tanto seguitante di Dio, che niuno si trovava che piú avesse seguitate le vestige di Cristo, quanto lui: e ben si dimostrò ne la vita sua e ne la religione sua, ch’è non solamente buona ma santa e bene limitata; e tanto rinovò i modi santi e buoni, che per isperienza si vidde chiarissimo: dove si dimostrò la sapienza irradiante di Dio inverso lui.