Opere di scultura e di plastica di Antonio Canova/XXI

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XXI

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VENERE

E

ADONE




gruppo in marmo


XXI.

Venere e Adone sono in piedi. Sta egli nell’atto di partire. Una freccia che porta nella mano destra, ed un cane che guarda, ed aspetta, manifestano ch’egli esce per andare alla caccia. Nella di lui bella e graziosa fisionomia spunta però un non so che di melanconico. Sarebbe forse il presagio della sventurata sorte, che appunto in quella caccia lo aspetta, che lo Scultore avrebbe voluto indicarci? Venere, tutta spirante voluttà e tenerezza, non ha indosso che una fascia negligentemente annodata ai fianchi, e già vicina a cadèrle. Tenta essa di ritenere l’amante suo appoggiandosi soavemente, e col più dolce abbandono dell’amore, col braccio e con la mano destra alla di lui spalla sinistra, ed accarezzandogli mollemente il volto delicato con l’altra. Quand’anche non si vedessero che le sole dita di questa bellissima [p. 63 modifica]mano, esse hanno un’espressione così piena di grazia e di affetto, che sole basterebbero ad iscuoprirci la tenera Madre d’Amore accarezzante il più vezzoso ed il più amato fra i suoi amanti. Adone, quasi per dirle addio, mentre già muove il passo per andarsene, l’abbraccia poco al di sotto delle reni, e la guarda. Ma che! quel suo braccio non stringe, quel suo sguardo non guarda. Essa respira il più caldo affetto; egli il freddo, ed in tale circostanza ingrato, sentimento della riconoscenza. Questo delizioso gruppo sarà certamente ammirato dai due sessi, ma piacerà meno alle donne. Nè pure in marmo soffrono elleno d’ispirare un sentimento più debole di quello che provano! Se una donna avesse concepito l’idea di questo bel gruppo, egli è certo che Adone avrebbe il sentimento di Venere, e Venere quello di Adone. Viene trovato generalmente che qui la Madre d’Amore, malgrado l’ondular seducente de’ suoi bei muscoli, le forme sovraumane del volto, e l’affetto che si spande dal cuore, e che cotanto un volto abbellisce, piace meno d’Adone. Accaderebbe ciò forse appunto perchè Venere priega? Oh quale lezione per il mio sesso! Donne gentili, quai diverreste voi, se Venere stessa perde delle sue attrattive, pregando!