Opere di scultura e di plastica di Antonio Canova/XXX

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XXIX XXXI


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SOCRATE

NELL’ATTO

DI BER LA CICUTA





basso rilievo in gesso


XXV.

Ma se questa scena commove, ed ammollisce l’animo tuo, osservane una del tutto diversa; Socrate nell’atto di ber la cicuta. Egli già tiene il fatal nappo nella mano sinistra, e rialzando dignitosamente verso il Cielo la destra, pare che rialzar voglia, con quel movimento al limoso, l’abbattuto animo degli amici e dei discepoli che lo circondano. Egli è nel mezzo ad essi, e fra d’essi grandeggia, malgrado la picciola sua statura; e quel movimento generoso del braccio ci palesa tutta l’eroica fermezza ed elevatezza da cui essere doveva in quel momento compresa la grande anima sua: ed è pure con questa semplice mossa che lo Scultore ce lo fa comparire e principale, e maggiore fra i nove personaggi che gli stanno d’intorno, nell’attitudine del più profondo [p. 90 modifica]dolore. Il carceriere medesimo sembra colpito d’ammirazione. Fra tutti però si distingue l’affettuoso Critone dal nascondersi che fa la faccia, e dal rivolgerla, non potendo sostenere tanta sciagura. Ma Socrate, eh via! par che dica loro, eh via! amici, che fate? Avrò io dunque in vano, e per non essere testimonio di simili debolezze, allontanate le donne PHichiamate tutti il vostro coraggio; la morte dev’essere accompagnata da felici augurj, siccome quella che ci apre la via a più fortunati destini. Tanta fermezza, tanta grandezza, non so se renda maggiore il delitto dei giudici che lo sacrificarono, o la magnanimità della vittima.