<dc:title> Or dov’è, donne, quella ’n cui s’avvista </dc:title><dc:creator opt:role="aut">Cino da Pistoia</dc:creator><dc:date></dc:date><dc:subject>Sonetti</dc:subject><dc:rights>CC BY-SA 3.0</dc:rights><dc:rights>GFDL</dc:rights><dc:relation>Indice:Le Rime di Cino da Pistoia.djvu</dc:relation><dc:identifier>//it.wikisource.org/w/index.php?title=Or_dov%27%C3%A8,_donne,_quella_%27n_cui_s%27avvista&oldid=-</dc:identifier><dc:revisiondatestamp>20200430150342</dc:revisiondatestamp>//it.wikisource.org/w/index.php?title=Or_dov%27%C3%A8,_donne,_quella_%27n_cui_s%27avvista&oldid=-20200430150342
Or dov’è, donne, quella ’n cui s’avvista Cino da PistoiaLe Rime di Cino da Pistoia.djvu
Or dov’è, donne, quella ’n cui s’avvista
Tanto piacer che ancor voi fa piacenti?
Poi non v’è, non ci corrono le genti,
Chè reverenza a tutte voi acquista.
Amor di ciò nello mio cor s’attrista,5
Che voi con la. . . . . . . . . .
Per raffrenar di lei li maldicenti;
Ed io sol moro d’amorosa vista.
Ch’è sì per Dio e per pietà d’Amore,
Ch’allegrezza a vederla ogn’uom riceve;10
Tant’è avvenante e di tutto dolciore.
Ma non curaste nè Dio nè preghiera:
Di ciò mi doglio, e ognun doler si deve;
Chè la festa è turbata in tal maniera.