Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/325

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rassegna bibliografica 321

ispirata dalla fede nel vostro dogma - i lavori eruditi dei vostri Benedettini - l’insegnamento gratuito iniziato - gli istituti di beneficenza - le vostre suore della Misericordia; io ricordo tutto di voi, e mi prostro davanti al vostro passato». - Della quale prima parte dello scritto dell’Angelini, basterà qui aggiungere: che non si ha più in oggi a ritener per buona la versione del Machiavelli sulla battaglia d’Anghiari; imperocchè dove egli dice mortovi un solo uomo, «non di ferite o d’altro virtuoso colpo, ma caduto da cavallo e calpesto»; una scrittura pubblicata, qualche anno addietro, in questo medesimo Archivio Storico, racconta invece come vi fossero morti non pochi uomini da ciascun lato dei combattenti.

Venuto quindi alla parte seconda: Il Machiavelli maestro di libertà nel suo Principe, l’A. trovasi forse più a suo bell’agio, discorrendone. Egli ha studiato e svolto il Principe accuratamente, diligentemente; e per essere meglio determinata della prima, in questa seconda parte l’A. si mostra più sicuro ne’ suoi procedimenti. Se il Foscolo, ne’ Sepolcri, aveva già detto: Il Principe essere inteso a far sentire alle genti di quante lacrime e sangue grondi lo scettro; il nostro A. pare non acconsentire appieno in tale opinione. A suo giudizio, il Segretario fiorentino voleva davvero suscitato il potente che valesse alla liberazione della patria; e ne scrive: «Comprese (il Machiavelli) essere necessità che il prestigio, il genio dell’individuo, reso istrutto della natura indeclinabile e dei governi e degli uomini, si erigesse despota assecondato dal popolo, sopperisse alla inettezza delle masse nelle cose di Stato; con animo franco e risoluto sfidasse a man salva le intemperie dei tempi, l’ambizione e le insolenze dei grandi, la superbia e l’avarizia dei principi, le boriose grettezze repubblicane, gli anatemi, le maledizioni del papato; e, fedele interprete delle leggi della natura, magnanimo e liberale e insieme fulmine di guerra, abbattesse, sterminasse tutta quanta quella serie innumerevole di ostacoli che impedivano il miglior benessere della Penisola, disfacesse le sette, la propria nazione costituisse ad unità, indipendente e libera»1.

  1. Pag. 50.