Pagina:Archivio storico italiano, serie 5, volume 7 (1891).djvu/335

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il libro di antonio billi 315

ne cavò il secondo rinviamo alle annotazioni da noi apposte al testo del Cod. Petrei. Alla fonte in discorso pare abbia voluto accennar pure il Vasari stesso, allorchè narrando la storia della visita fatta da Carlo d’Angiò a Cimabue, la dice tratta da «certi ricordi di vecchi pittori;» perchè, come già fu detto più sopra, il Libro di Antonio è l’unico documento - compresivi anche i cronisti contemporanei o poco posteriori - in cui questo fatto venga ricordato.

Ed ora, affinchè il benevolo lettore sia messo in grado di esaminare le nostre asserzioni e, speriamolo, di convincersi della loro giustezza, diamo il testo delle Notizie artistiche contenute nei due Codici sopra discorsi, corredandole con opportune annotazioni (1).




Notizie sugli artefici fiorentini

contenute nel Cod. magliabechiano XIII, 89 (Codice Petrei).


|fo. 38v] Di Pippo di ser Brunellescho1)

Pippo di sere Brunellescho ciptadino fior.o fu dotto in scrittura sacra: et soleva dire m.o Pagolo2) astrologo, che udendolo parlare, gli pareva s.to Pagolo: fu arismetricho et geometra; ritrovò la prospettiva stata più tempo smarrita; era studioso delle opere di Dante et benissimo le intendeva. Truovò il modo di voltare la cupola di Firenze senza armadura; stata più anni imperfetta, per non trovare chi volessi, o sapessi voltarla: et erasi in Firenze quasi fatta resolutione di riempire, et fare il gietto di terra. Hebbe per compagno Lorenzo Bartolucci,3) ma quando furono in sul voltarla, fingiendosi Pippo havere male et non potendo o sapendo detto Lorenzo fare senza Pippo; Pippo gli mandò a dire che farebbe ben lui senza Lorenzo: et così gli ufitiali gli dettono tutto il carico,

  1. Riguardo alle dette annotazioni abbiamo gran debito di riconoscenza verso il signor comm. G. Milanesi per tutte le cortesie e gli aiuti di cui ci fu largo nel compilarle: compiacciasi il venerando maestro di accettarne le più sentite grazie. Siamo pure in dovere di ringraziar vivamente i signori barone Bartolommeo Podestà e cav. Iodoco del Badia della gentilezza con cui hanno aiutato le nostre ricerche.