Pagina:Bandello - Novelle. 4, 1853.djvu/403

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indice 405

PARTE QUARTA


— Novella I. Simone Turchi ha nimistà con Geronimo Deodati lucchese. Seco si riconcilia, e poi con inaudita maniera lo ammazza; ed egli,, vivo è arso in Anversa 
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— II. Uno si finge esser Baldoino conte di Fiandra e imperadore di Costantinopoli, che diciotto anni innanzi in Oriente era morto. Suscitò questo falso Baldoino gran rumori in Annonia, provincia che fu del vero Baldoino. Ma alla fine per un truffatore fu dalla contessa del paese fatto pubblicamente impiccare 
» 234
— III. Un cortigiano va a confessarsi: e dice che ha avuto volontà di ancidere un uomo, benché effetto nessuno non sia seguito. Il buon frate, che era ignorante, noi vuol assolvere, dicendo che voluntas pro facto reputatur, e che bisogna avere l’autorità del vescovo di Ferrara: su questo una beffa che al frate è fatta 
» 242
— IV. Crudeltà di Amida figliuolo di Muleasse re di Tunisi contra esso suo padre in privarlo del regno. e fargli accecare gli occhi 
» 248
— V. Arnolfo duca di Gheldria dal proprio figliuolo è privato del dominio, e posto in prigione: da poi, essendo restituito nel ducalo, priva il figliuolo dell’eredità; e da’ Gantesi esso ribaldo figliuolo è vituperosamente morto 
» 261
— VI. Lungo, fortunato e segreto amore di due amanti, che in grande gioia vissero congiunti insieme per nodo maritale. Scopertosi poi il caso loro, per malignità della duchessa di Borgogna, amendue miseramente se ne morirono 
» 265
— VII. Bella vendetta fatta da’ frati minori contro i mugnai di Parigi, che gli avevano sforzati a ballare 
» 290
— VIII. Accorto avvedimento di una fantesca a liberare la padrona e l’innamorato di quella dalla morte 
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