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quale ultima, oltre che ai versi, rispose il Petrarca con la sua Fam. XXI 15[1].
IV. — Dal ms. Laurenziano Gaddiano Rel. 75, della seconda metá del Trecento, di mano d’Agnolo di Torino Bencivenni, che fu coetaneo ed amico del Bocc.[2] ed al quale appartengono gli scritti, tutti volgari, contenuti nel libro[3]. Il Bencivenni registrò nel verso della guardia membranacea anteriore[4] l’epitafio del Nostro con l’aggiunta del Salutati[5], poi l’epitafio del Petrarca ed infine l’epigramma boccaccesco, cui premise il nome dell’autore (dominus Ioannes Boccacci) ed appose a guisa di spiegazione la postilla «a domino arciepiscopo mediolan. missus ex parte Communis Florentie leo fiorentino», che dal latino approssimativo del pio popolano trasferita in piú corretta forma vorrá suonare: «ad dominum archiepiscopum mediolanensem missus ex parte Comm. Flor. [pro] leone fiorentino». Inedito.
V. — Secondo l’unico apografo conosciuto, Vatic. lat. 5223 (V), dov’è accompagnato dal titolo Responsiva; questo prende significato dal corrispettivo Missiva segnato in testa al carme precedente, al quale è apposto l’indirizzo «Sapienti ac facundissimo viro domino Iohanni Boccatii de Florentia egregio Pyeridum cultori fratrique carissimo». Di su V le due epistole furon trascritte nel secolo XVIII da mons. P. A. Tioli nelle sue miscellanee erudite ora esistenti nella Biblioteca Universitaria di Bologna, e di qui furono tratte in luce da C. Frati nel 1888[6]; la sola missiva
- ↑ Per tutte le questioni accennate in questa pagina cfr. Massèra, Di tre epistole metriche boccaccesche, I, nel Giorn. Dant., XXX [1927], pp. 31-6.
- ↑ Basti ricordare che nel testamento del Nostro (28 agosto 1374) fu nominato come uno dei «tutores seu defensores» degli eredi pupilli ed inoltre compreso tra gli esecutori delle ultime volontá.
- ↑ Furono stampati in varie occasioni da F. Zambrini e da altri; cfr. i cenni bibliografici dati dal primo nel Propugn., XIV [1881], 1, p. 436 sgg. (ivi è detto che il ms. Laur. «non può essere autografo», ma il giudizio è d’un incompetente).
- ↑ Il recto porta la nota: «Iste liber est Angeli Torini. Deo gratias», e piú sotto: «Brevis colletio contemtus humane conditionis composita ab Agnolo Torini incipit. Deo gratias 1363. Cioè breve tractato della miseria della humana conditione».
- ↑ Qui p. 303, n. 4. Si ricava da quanto sto avvertendo che la contenenza di questa facciata fu scritta dopo il 1375; d’altra parte il Bencivenni visse almeno sino al 1394
- ↑ Tioli, Epistolae orationes carmina et opuscula virorum illustrium, to. XV, pp. 1073-78; Frati, Epistola ined. di G. Bocc. a Zanobi da Strada, nel Propugn., n. s., I, 11, p. 31 sgg. (a p. 39, n. 3, il carme missivo, a p. 44 sgg. la risposta).