Pagina:Boselli - Discorsi di guerra, 1917.djvu/194

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Illustre Ambasciatore del popolo inglese: se Shakespeare romanamente — ed uso la parola romanamente nel senso classico e storico - parlò con Coriolano e con Giulio Cesare, l'Inghilterra oggi romanamente si ispira ed opera. Essa, che tempera gli uomini al senso della libertà individuale, ma li astringe severamente al culto della patria; essa pensa come Adamo Smith, ma opera, per la Patria, come Oliviero Cromwell. Nella libertà l'Inghilterra ha fortificato sè stessa; poiché propagandola nelle sue colonie, centuplica le sue forze. E poiché vedo qui l’Ambasciatrice, non posso dimenticare come le donne inglesi ai nostri esuli siano state propizie di sorrisi e di aiuti; non posso dimenticare come e il Ruffini e il Mazzini e tutti gli altri esuli nostri abbiano sempre trovato nella vostra Inghilterra una seconda patria.

Un nuovo soffio di vita, e perciò un nuovo impeto di guerra per la civiltà, anima il popolo russo; noi abbiamo sentita l'anima russa nelle espressioni sublimi del suo antico dolore; oggi la salutiamo nella letizia del suo rinnovamento. E salutiamo quella Romania, la quale ebbe tante tradizioni comuni con noi, con la quale recentemente tanto sperammo, per la quale tanto ansiosamente palpitiamo. Romania alla quale il suo Re annunziava testé nuove ed ampie riforme e politiche e sociali.

E in un fervido saluto ancora l'animo nostro unisce gli altri strenui combattenti per la giusta causa comune, dal Portogallo ai Balcani, all’Oriente estremo.

Commossi rivedremo nelle fotografie le gesta dei nostri soldati e dei nostri marinai; dei nostri soldati che nulla sgomenta e che nulla arresta fra le asprissime Alpi; dei nostri marinai, che nulla turba fra le barba-