Pagina:Catullo e Lesbia.djvu/262

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256 varianti.

LXXXII.


Pag. 210.                              seu quid carius est oculis.


Rectius omnino, si quid carius est oculis, ut paulo ante; nam certe omnium gentium consensu nihil in hoc vita carius luce et oculis esse potest. Vossio.





LX


Contro l’opinione del Mureto, che tiene esser questo un frammento, e di Achilie Stazio, che dice che manchi del principio, a me sembra che quest’epigramma sia intero. È uno di quei pensieri che Catullo, come Enrico Heine, soleva gettare in un momento di viva commozione, come chi getti dalle mani qualcosa che lo scotti o lo buchi. A chi è diretto? Nessun codice lo dice; e la critica non è indovina. Io dirò soltanto che il tono generale di questi versi mi richiama l'epigramma precedente rivolto a Quinzio. Il poeta si sdegna che le sue voci supplichevoli non sono state accolte: Supplicis vocem in novissimo casu contemptam.