Pagina:Chi l'ha detto.djvu/491

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1 3 ^> I - Re e principi. Corte e nobiltà 459 e molti secoli prima di lui un poeta latino aveva detto: 1361. An nescis longas regibus esse manus? (Ovidio, Heroides, ep. XYII. Helena Paridi, v. I06). intendendo che i re hanno le mani lunghe e quindi la giustizia loro può colpire anche da lontano: ma la frase si cita maliziosamente in ben altro senso. Però, benché Vittorio Alfieri, implacabile odiatore della tirannide, opinasse che: 1362. Seggio è di sangue e d’empietade il trono. kSuuì, tragedia, a. IV. se. 3). altri sono più sereni, e ammettono delle distinzioni: certamente ci furono, ci sono e ci saranno dei principi, simili a quelli di cui disse il Divino Poeta: 1363.....Son tiranni Che diêr nel sangue e nell’aver di piglio. (Dante, Inferno, e. XII. v. 1D4-1 3 che furono ammoniti da Vincenzo MONTI per bocca di Aristodemo con le ultime parole di lui: 1364..... Dite ai regi Che mal si compra co’ delitti il soglio. [Aristodemo, tragedia, a. V, se. 4|. ina non tutti rassomigliano a costoro, e in fondo:.... < ’es malheureux rois, S’ils font beaucoup de mal, ont du bon quelquefois. I AsilHIf è. più spesso citato Dont on dit tant de mal. ont du bon quelquefois. I3bi. ’ mani tang fanno tanto male, hanno talora del buono.