Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/110

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uno sguardo all'esposizione. 107


midabile del povero Henri Regnault: quadro splendido e triste, che serve di coperchio a un sepolcro. E in fine le gigantesche e tragiche tele di Benjamin Constant: Respha che respinge l’avoltoio dal patibolo dei figli di Saul e Mao­metto II che irrompe in Costantinopoli fra le rovine e la morte; nella stessa sala, dove lo schiavo avvelenato del Sylvestre agonizza sotto gli occhi di Nerone impassibile, e il Davide del Ferrier solleva la testa mostruosa del gigante. E in fondo strepita e ride il grande baccanale del Duval. Di là si esce affaticati e confusi, come dalla rappresentazione d’una tragedia dello Shake­speare, e s’entra fra i vasti quadri storici dell’Austria-Ungheria, splendidi d’armi, d’oro e di sete, e in mezzo ai grandi ritratti alla Velasquez e alla Van Dyck, che danno al luogo l’aspetto grave e magnifico d’una reggia. Qui vorrei ba­ciare in fronte il Munkacsy, che dipinse quella divina testa del Milton, e gridare un viva sonoro davanti all’enorme, splendida, tumultuosa, teme-­