Pagina:De Sanctis, Francesco – Giacomo Leopardi, 1961 – BEIC 1800379.djvu/85

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x. 1818 - le due canzoni 79

Le canzoni, salvo in pochissimi e amici, non produssero molto effetto, anzi sembra che ai più fossero poco note, perché in Italia anche oggi è meno difficile stampare che farsi leggere. Il giovane era ancora un ignoto, e ignoti erano a lui i letterati più in voga. Il Giordani gli mandò una lista di nomi, sicché poté inviare le canzoni a questo e a quello, e allargare il cerchio delle sue conoscenze.Fra gli altri, a cui scrisse, noto il Mustoxidi, il Trissino, il Grassi, il Montani, il Perticali.

        Venuta su la nuova generazione, cresciuta la fama dello scrittore, dilatatosi il sentimento patriottico, quelle canzoni infiammarono la gioventù. Ricordo io, come fosse oggi, quale profonda impressione facevano in noi, maestri e discepoli, gl’«itali acciari» e gl’«itali petti»! Mettevamo colá dentro, in quella generalità, tante cose: i nostri desiderii, i nostri pericoli, le nostre cospirazioni, e ci sentivamo commossi. Si declamava, si cantava, non si giudicava.

Berchet, Rossetti, Leopardi, Niccolini, Guerrazzi, Manzoni, Tommaseo erano tutti allo stesso livello. Ora è venuto il tempo del discernimento e della critica. E perché io ho detto e dico quello che sento intorno a queste canzoni, non sarò certo accusato di lesa patria.

Alle canzoni precede una dedica a Vincenzo Monti, rifatta poi, ma se in quel rifare abbiamo un fraseggiare più semplice e più spedito, non è tolto il peccato d’origine, che è l’imbarazzo di un giovane innanzi ad un grand’uomo, un’aria di cerimonia e di compassatezza. Quando scrive a Giordani, col quale ha preso dimestichezza. Leopardi non ha bisogno di rifare, e si abbandona con piena effusione, e tutto gli esce caldo e spontaneo.

E cos’altro scrisse Leopardi in quest’anno? Nient’altro. La debolezza della vista e la depressione fisica e morale gli rendevano faticosíssimo lo studiare e lo scrivere, e anche il seguire con certa attenzione la sorella ed il fratello che gli leggevano.

Passeggiava per le stanze, fantasticando, meditando, nutrendosi del suo cervello, felice se talora poteva salire al monte e contemplare la selva e il mare. Non faceva lavori; faceva pro-