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Pagina:Dei Sepolcri (Bettoni 1808).djvu/35

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note 23


Pagina 13


                  .   .   . L’Iliache donne
Sciogliean le chiome.

Uso di quelle genti nell’esequie e nelle inferie:

                        Stant manibus arae,
Et circum Iliades crinem de more solutae[1].


Pag. 13


Cassandra.

          Fatis aperit Cassandra futuris
Ora, Dei jussu, non umquam credita Teucris[2].


Pag. 14


Mendico un cieco.

Omero ci tramandò la memoria del sepolcro d’Ilo[3].

È celebre nel mondo la povertà e la cecità del sovrano Poeta.

                              Quel sommo
                    D’occhi cieco, e divin raggio di mente,
                    Che per la Grecia mendicò cantando:
                    Solo d’Ascra venian le fide amiche
                    Esulando con esso, e la mal certa
                    Con le destre vocali orma reggendo
                    Cui poi tolto alla terra, Argo ed Atene,
                    E Rodi a Smirna cittadin contende:
                    E patria ei non conosce altra che il cielo[4].


  1. Virgilio Eneide lib. iii, 65.
  2. Idem, lib, ii, 246.
  3. Iliade, lib. xi, 166.
  4. Versi d’Alessandro Manzoni in morte di Carlo Imbonati.