Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/16

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4 della geografia di strabone

il campo Elisio, nel quale dice che Menelao sarà dagl’Iddii inviato:

                             Te nell’Elisio campo, ed ai confini
                             Manderan della terra i Numi eterni,
                             Là ’ve risiede Radamanto, e scorre
                             Senza cura o pensiero all’uom la vita.
                             Neve non mai, non lungo verno o pioggia
                             Regna colà; ma di Favonio il dolce
                             Fiato, che sempre l’oceano invia,
                             Que’ fortunati abitator rinfresca1.

Ed anche l’Isole de’ beati2 stanno rimpetto a quella estremità della Maurusia che accenna all’occidente; da quella parte dove anche l’estremità dell’Iberia concorre. Ed è manifesto dal nome, che le stimarono fortunate per essere vicine a que’ luoghi.

Nè ciò solo, ma afferma che gli Etiopi sono gli ul-

  1. Odiss., lib. iv, 563; traduzione del Pindemonte.
  2. Gli altri geografi le denominano Isole Fortunate; e sono le Canarie della moderna geografia: del resto l’Autore attribuisce ad Omero alcune cognizioni ch’egli non ebbe. Quel poeta non fece menzione giammai delle Isole de’ beati; nè conobbe più in là della Sicilia e delle parti meridionali d’Italia. Erano poi sinonimi le espressioni Isole de’ beati, Isole fortunate, Giardino delle Esperidi, e Campi Elisii; e gli antichi posero sempre questi luoghi all’estremità occidentale del mondo conosciuto; tramutandoli di paese in paese secondochè venivano allargando le loro cognizioni. È probabile che Omero nel luogo qui citato alluda all’Eliso di Campania piuttostochè a quello di Spagna; ma non per certo a quello delle Canarie che gli furono ignote. - La Maurusia poi de’ Greci, detta Mauritania dai Romani, comprende i paesi di Algeri e di Fez. (G.)