Pagina:Doni, Anton Francesco – I marmi, Vol. I, 1928 – BEIC 1814190.djvu/258

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Baccio. Che titolo è il suo? •

Giuseppe. Amori felici e infelici degli amanti.

Baccio. Mettete mano a qualche cosa di cotesto, per la prima, per vedere se le parole del titolo, che è bello, corrisponde ai fatti delle poesie che vi sono scritte dentro.

Giuseppe. La prima composizione mostra gli infiniti lacci che legano uno amante: prima l’amore ci lega, o da noi c’inviluppiamo con diversi legami, quali buoni, quali mediocri e qual cattivi; il giogo del matrimonio è ottimo, degli altri non ne darò altrimenti giudizio: ecco qui la figura, invenzione del Marcolini, e la bella composizione d’amore.

mi tese lacci ed ami,

in un punto fui còlto,
e, come mi vedete,
ogni fuggir m’è tolto;
ché nacque dal bel vólto
lacci, rete, esca ed ami.

dolcemente mi prese; e, cosí involto,
non voglio dal bel nodo esser mai sciolto.

Baccio. L’invenzione è bellissima e mi piace; la fia piú dilettevole che gli Emblemi dell’Alciato. Io guardo che bel trovato è stato questo a far disegnare tanti atti d’amore: qua si veggono gli appassionati di cuore e d’animo, i malinconiosi, i disperati, i mal contenti, i felici e gli infelici. E ci sono ancóra delle lettere amorose?

Giuseppe. Infinite. Ma credete voi forse che questo libro sia solo? E’ son forse dodici libri; ma questo m’è stato acomodato per mostrare a un disegnatore a Roma e veder se egli vuol disegnarlo in bossolo, per far gli intagli.

Baccio. Sapete voi quel che io ci veggo dentro di mirabile, che voi non ci avete forse pensato?

Giuseppe. Che cosa?