Pagina:Ioannes Baptista a Vico - Opera latina tomus I - Mediolani, 1835.djvu/138

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animadversiones


in superiorem J. B. Vici Epistolam, quae in Ephemeride vulgo Giornale de' Letterati d'Italia (Tom. VIII, Art. X. Venetiis, 1711) habentur.


Aveva già dato alla luce il sig. Giambattista di Vico il libricciuolo della sua Metafisica; e da noi fu riferito nel Tomo V del nostro Giornale (1) con molti segni di stima, come può esserne testimonio chiunque con animo spassionato vorrassi pigliare la briga di leggervi tutto il sesto Articolo. Tuttavia a quel dotto Signore è paruto il contrario, chiamandosi aggravato ed offeso da chi ne distese l’estratto, o dando esso una sinistra interpretazione a quelle lodi che degnamente si danno a lui dalla nostra sincerità, o troppo acerbamente dolendosi d’alcune picciole cose che da noi con tutta modestia gli vengon opposte. E questa si è la cagione per cui contra i Giornalisti s’è fatto a stendere la presente Risposta. Noi pertanto solo indotti da quel rispetto che professiamo alia sua persona, acciocchè non paja che da noi vilipendasi essa Risposta e ’nsieme l’Autor suo, giudicato abbiamo d’essere tenuti di tessere il presente Articolo, quinci una per una esponendo le doglianze dei sig. di Vico, e quindi soggiungendo modestamente le nostre difese.

In tre capi egli divide (pag. 94), e riduce a tre dubbj tutto ciò che a lui sembra che da noi nella sua Metafisica si riprovi. 1.° Che noi sopra ’l tutto desidereremmo di vedere provato ciò che a tutta l’opera è principal fondamento, ed anzi singolare: donde esso raccolga che nella latina favella significhino una cosa stessa factum e verum, caussa e negocium. 2.° Che ci siamo dati a credere che nel compilar quel libricciuolo abbia avuto l’Autore in pensiero il darci anzi un saggio della sua Metafisica, che la sua Metafisica stessa 3.° Che vi scorgiamo cose moltissime semplicemente proposte, le quali sembrano aver bisogno di prova.

E a questi dubbj e’ risponde: 1.° Che le locuzioni, fondamenti principali, anzi unici della sua Metafisica, hanno appo i Latini avuto i sentimenti che esso dice. 2.° Che la sua Metafisica in quel libricciuolo è compiuta sopra tutta la sua idea. 3.° Che non vi manca nulla di prova. Tuttavia, s’è lecito il dire con libertà il suo sentimento a propria difesa, noi diciamo che il sig. di Vico è in errore. Imperciocchè non tre, ma una sola è la cosa che gli viene opposta da noi, ed è quella che in secondo luogo egli addusse; cioè che in quel suo libricciuolo contiensi anzi un’idea di Metafisica, che una Metafisica perfetta. E la ragione di ciò si è quello che ci fa terzo dubbio,

  1. Vide pag.90