Pagina:Isernia - Istoria di Benevento II.djvu/167

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rocca fino all’arcivescovado, e l’altra detta di basso si estendeva dall’arcivescovado alla porta di S. Lorenzo, e amendue le fazioni si dividevano in nobili e popolani, ed erano favorite dai baroni confinanti. Sino al secolo XIII le due fazioni conservarono un tal nome, e ne presero anche un altro, secondo il Borgia, cioè di estrinseca ed intrinseca, ma nel secolo seguente si distinsero unicamente coi nomi della rosa rossa e della rosa bianca, che furono — come non ignora chiunque sa di storia — le denominazioni prese dai due gran partiti nazionali che funestavano a quei tempi l’Inghilterra, l’uno per sostenere i dritti della casa Lancastro sul trono della Gran Brettagna, e l’altro quelli della casa York. (Shaspeare, Valter Scott).

Il pontefice Sisto, anelando di spegnere le prime scintille di un tanto incendio, spedì in Benevento nell’anno 1477, con la qualità di Commissario, — per sedare le discordie dei cittadini — Giovanni Loisio de Tuscanis di Milano, uditore generale della Camera apostolica, uomo di vasto sapere e d’incomparabile prudenza. Questi nella breve sua dimora in Benevento, usando con molta temperanza del potere concedutogli, rese al popolo la tranquillità da si lungo tempo anelata, e dopo di aver ordinato l’osservanza di alcuni statuti, coi quali si propose di rimuovere tutte le cause che avessero potuto alterare la quiete cittadina, fece ritorno in Roma nell’anno seguente 1478. E il pontefice Sisto, lietissimo del successo, non si rimase ai provvedimenti adottati dal suo Commissario, ma fece demolire le case adiacenti alle pubbliche mura e meglio fortificare la rocca.

Ma tante cure spese a ridonare la pace ai beneventani riuscirono inefficaci per le contese nuovamente insorte tra il papa e il re Ferdinando, di cui fu causa il diniego dei passo per le terre della chiesa all’esercito napoletano, che muoveva in soccorso di Ercole I, duca di Ferrara, marito d’una figlia del re Ferdinando, contro i Veneziani coi quali Sisto avea contratto alleanza, Ferdinando, dopo di aver tentato il passaggio con la forza, occupò Terracina e altri luoghi del dominio papale? e infine, a trarre vendetta di quel rifiuto,