Pagina:Leopardi, Giacomo – Canti, 1938 – BEIC 1857225.djvu/270

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2Ó4 NOTA rate revisioni e gli errori di trascrizione della copia della Ginestra che è inserita in quello stesso esemplare, pur considerata giusta¬ mente dal Moroncini come la più esatta delle tre esistenti, tutte di mano del Ranieri. In III, 13 va ristabilita la virgola in fondo al verso, che c’era nell’edizione Piatti, e fu certo dimenticata nel correggere le bozze perché a quel punto finiva anche la pagina. In VIII, 43 fraticida va corretto in fratricida', è sommamente improbabile che il Leopardi, proprio in un’epoca in cui cercava di rendere meno preziosa la sua lingua poetica e perfino la sua ortografia, ricorresse a un termine di Crusca da lui stesso deriso nell & Annotazioni alle Canzoni di Bologna (1); ad ogni modo, l’edi¬ zione Piatti del 1836 che riproduce la Starita fu pronta ad acco¬ gliere quello che poteva sembrare un omaggio al Vocabolario ; ma da allora mai nessuno se 11’è più accorto. In XV, 22 bisogna sostituire con una virgola il punto e virgola comparso nell’edi¬ zione dei Versi, e riprodotto poi in quelle del Piatti e dello Sta¬ rita, ma contrario all’uso del Leopardi: errore probabilmente nato durante una revisione del testo uscito sul «Nuovo Ricoglitore», dove mancava la virgola a metà del verso. In XVI, 56 invece di piaggie va scritto piagge : l’ortografia esatta, del resto, si trova anche in questa stessa poesia, al v. 93. In XIX, 6 è da porre l’accento su lasciar, che è un passato remoto. In XXXIV, 109 sembra preferibile inserire una virgola fra si e che, come c’è nelle altre due copie della Ginestra dovute anch’esse al Ranieri, e nel¬ l’edizione del 1845. Cosi anche al v. 121, dopo danno, e in fondo al v. 129, la virgola sembra indispensabile, e di nuovo è confer¬ mata dalla concordanza delle altre due copie e dall’edizione del 1845. Le stesse testimonianze si potrebbero invocare in favore della sostituzione di contra a contro in XXXIV, 148; ma basterà ricordare l’osservazione del Moroncini, non applicata però da lui a questo luogo, che il Leopardi non adopera mai la forma control). In XXXIV, 214 lo spostamento della virgola, messa dopo invece che prima di profondo, è ormai tradizionale, dall’edizione Chia¬ rini (1869). In XXXIV, 255 sull’ va corretto, secondo l’uso co¬ stante del Leopardi, in su l’. In XXXIV, 285, sempre per seguire le abitudini ortografiche del Leopardi, va accentato l’aggettivo voti. A metà della nota (1) è da aggiungere una virgola dopo (1) Cfr., in questo volume, p. 211 e n. 1. (2) Moroncini, p. lxxiii.