Pagina:Lezioni elementari di numismatica antica.djvu/68

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era tutto proprio dell’Egitto, e quasi sempre in mano alla Dea Iside. Perciò scrisse Virgilio di Cleopatra

Regina in mediis patrio vocat agmina sistro.

Il tipo della Provincia dell’Egitto è altresì un canestro di frutti per alludere alla fecondità del suolo; e più l’augello Ibi poco diverso dalla Cicogna, il quale riscuoteva in Egitto gli onori divini, perchè la ripurgava dagl’insetti nocivi. Sotto il nome d’Ibi tanto Callimaco, quanto Ovidio composero delle poesie mordaci contro i loro avversarj.

L’Africa si fa distinguere colle diverse fiere, o animali apposti, coll’Elefante, collo Scorpione, e col Leone, che di quel clima ardente sono proprj.

La Dacia siede sopra una rupe a indizio della montuosità del Paese. La sciabla assai curva era l’arma propria de’ Daci.

Il coniglio è il tipo della Spagna, animaletto colà mirabilmente fecondo. Catullo Poeta parla della cuniculosa Celtiberia, perchè una tale provincia della Spagna ne abbondava.

Mauritania, in oggi Barbaria, si fa conoscere dal Cavallo. I Mauri equites erano già in riputazione anticamente, e anche in oggi i Cavalli migliori si hanno di là.

Il fiume Nilo era venerato qual Nume in Egitto, venendogli attribuita la virtù sopranaturale di sollevarsi annualmente sopra la sponda, e procacciare colla sua innondazione l’incredibile fertilità dell’Egitto. I di lui attributi sono la Sfinge, divinità comune agli Egizj, e formata di due nature, di Donna in parte, e in parte di Leone; il Cocodrillo, e l’Ippopotamo suoi soliti abitatori. La figura però del Nilo viene più vivacemente caratterizzata da quei 16. pigmei destinati a indicare i 16. cubiti, che il Nilo dovea inalzarsi nella sua escrescenza dal Letto per fertilizzare l’Egitto. Plinio si esprime in questo articolo assai acconciamente: „ justum incrementum est cubitorum XVI. In duodecim cubitis Aegyptus famem sentit; in XIII. etiam num esurit; XIV cubita hilaritatem adferunt; XV. securitatem; XVI. delicias. „ Spesso nelle monete egizie viene denotato in lettere greche un tal numero cioè Ις, cioè 16, in segno che il Nilo in quell’anno avea fatta l’innondazione più estesa.