Pagina:Novelle cinesi tolte dal Lung-Tu-Kung-Ngan.djvu/51

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re la sua volontà.» Ciò detto condusse la mezzana da sua moglie, perchè se la intendessero insieme. La madre, informata che si volea trattare un novello matrimonio per sua figlia, ne fu molto lieta, e fatta buona cera alla mezzana, le disse: «È un anno che la mia figlia è con me, dappoichè il signore Zin me la rimandò a casa. Ho udito anzi dire ch’egli si rimariti con un’altra donna: non lo so di certo, perchè giorni fa se ne parlava come di cosa non ancora stabilita. Ma giacchè si presenta ora quest’occasione, state certa che farò tutto il possibile, perchè mia figlia acconsenta a tal matrimonio, e manderò a monte qualunque trattativa con altri.»

Intavolato bene l’affare, la mezzana andò dal sedicente Lieu, e gli disse come aveva ottenuto il consenso dei parenti. Il frate allora compreso da interna gioia, preparò dei ricchi presenti, e gl’inviò il domani, come regali di nozze, alla casa dei Sung. Ma quando Sieu-niang seppe il nuovo legame che le si voleva imporre, l’angoscia e il dolore, che già riempivano l’animo suo, s’aumentarono di gran lunga. Non voleva più pigliare nè cibo nè bevanda, e scorreva i giorni in un’angustia crudele. Pur tanti e così insistenti furono gli eccitamenti della madre per indurla ad accettare l’offertole maritaggio, che non potè non ubbidire e rassegnarsi alla volontà di lei.

La notte delle nozze2 il frate non capiva in sè dall’allegrezza. Ricevette le visite e le congratulazioni di tutti i suoi nuovi parenti: e per molti giorni fu un andare e venire di gente, e grande scambio di complimenti. Nè lo sposo novello mancò di ricompensare largamente la mezzana, che aveva condotto a termine la cosa con sì lieto successo.

Parliamo ora di Sieu-niang. Essa, quantunque fosse stata cacciata così indegnamente dal suo primo marito, sapendo in coscienza di non aver nulla a rimproverarsi, e d’aver sempre tenuto una condotta per bene, era fino allora vissuta colla speranza, che un giorno o l’altro sarebbe tornata, come una volta, a vivere col marito in buona pace e concordia. Pensate dunque qual fosse la disperazione di lei, quando si vide abbandonata in possesso altrui, e così privata di quella sua dolce speranza. E per

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