Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/331

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LIBRO PRIMO 307

africani. Delle prigioniere quindi maritò Eudocia ad Onerico figliuol suo primogenito; Placidia, consorte in prima del ragguardevolissimo senatore Olibrio, ed Eudossia mandolle a Bizanzio, molto a pro loro supplicando l'imperator Leone succeduto, pe’ maneggi d’Aspare, nell'imperio a Marciano.

III. Dopo queste faccende e’rivoltosi all’Africa smantellonne di mura tutte le città da Cartagine infuori, acciocchè nè i loro abilatori menando bottino dai Romani avesservi sicuro asilo, nè i Romani, se mandati colà, potessero al partirne stanziarvi presidio molestia de’Vandali, provvidenza dichiarata ottima da principio, ma che agevolò grandemente, col tempo avvenire, a Belisario la conquista della regione, trovando egli dappertutto città sfasciate di muro e non difese, laonde appalesatosi il danno Gizerico ebbene scherno, e fu accusato di stoltezza per ciò stesso che in prima tenuto era la migliore delle sue deliberazioni, riformando l'uomo i propri giudizj ad ogni variar di fortuna1. Il barbaro di più ridusse al servaggio tutti gli Africani di natali chiarissimi e di somma opulenza, compartendone le possessioni e le ricche suppellettili tra figliuoli suoi Onorico e Genzone2, che di già eragli morto l’ultimo, Teodoro, senza prole. Distribuì ai Vandali il fertile suolo, denominato anche oggidì terra Vandalica, spettante al resto del popolo, rimanendo i legittimi proprietarj spogli di tutto, liberi però di trasferirsi ove

  1. (1) V. il cap. 19, § 2, di questo libro.
  2. (2) Genserico (Cousin).