Pagina:Piceno Annonario ossia Gallia Senonia illustrata Antonio Brandimarte 1825.djvu/105

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In Casa del Sig. Conte Raffaele Corradini, che la prese in Attigio per conservarla, mentre tante ne perirono.

D. M
ATTIDIAE SA
BINILLAE CON
IVGI KARISSIMAE
HERGENIVS DE
CENBER B. M.


Rimaneva in Attidio una fabbrica di Tegole, ed il bollo di esse è CAE. VAER

Avendo osservata l’esistenza, la situazione, e le lapidi di questa distrutta Città, passerò ora ad indagare da chi prese il nome. Ati secondo gli scrittori gentili fu un giovane bellissimo della Frigia, che Cibele Madre degli Dei amò con un’amor casto, e lo fece suo Sacerdote con questa legge, che conservasse una perpetua castità. Ma egli dimenticatosi della promessa, ed avendo anteposta la Ninfa Sangaride a Cibele, fu per castigo dato in preda al furore. Divenuto pazzo testes sibi exsecuit e volendosi privare anche della vita la Dea si mosse a pietà, e lo convertì in un pino come narra Ovidio1

Cybeleius Atys
Exuit hunc hominem, truncoque induruit illo.

Veggasi l’intiero componimento di Catullo intitolato de Aty. Prudenzio poi 2 asserisce, che non fu casto l’amore di Ati, che chiama col nome di giovane gallo dal fiume Gallo dalla Frigia, come lo appellò Catullo.

An ad Cybeles ibo lucum pineum?
Puer sed obstat Gallus ob libidinem,
Per triste vulnus, perque sectum dedecus
Ab impudicæ tutus amplexus deae:
Per multa matri sacra plorandus spado.

  1. Metam. Lib. 10 v. 104.
  2. Pariste 2. Rom. supplic.