Pagina:Platone - Fedro, Dalbono, 1869.djvu/17

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pongo a considerare queste, ma me medesimo, cioè se io non fossi mai per avventura una fiera più mostruosa di Tifone e più furiosa, ovvero un animale più benigno ed innocente il quale partecipa di una certa natura mansueta e divina. Ma dimmi amico, mentre noi facciamo questo discorso, non siamo giunti qui all’albero dove tu mi conducevi?

Fed. Appunto questo.

Socr. O per Giunone che veramente è un bel riposo, perchè questo platano è assai largo ed alto, e l’altezza di quest’agnocasto, e la sua ombra, sono una cosa assai leggiadra, e ha tanta soprabbondanza di fiori che rende odorosissimo il luogo: e poi una fonte lietissima scorre sotto il platano di acqua così fredda, come puoi provare tentando col piede, la quale fonte sembra sacra a qualche ninfa o ad Acheloo15, se vuoi giudicarne dalle figurine e statue. E se vuoi altro, guarda la bella disposizione del luogo com’è cara e giocondissima! oltre al coro delle cicale il quale ha un certo che di estivo e di piacevole. Ma di tutte le cose piacevolissima è quest’erba, perchè disposta in pendìo si trova bene accomodata a chi si volesse distendere, tenendo ben riposato il capo; sicchè, amico Fedro, tu mi hai guidato benissimo.

Fed. In verità ti dico, o uomo maraviglioso, che tu mi sembri qualche cosa di straordinario, perchè