Pagina:Poesie (Monti).djvu/217

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LE NOZZE DI CADMO E D’ERMIONE 201

lano dell’imperatore d’Austria, morto nel 1802, e della contessa Cristina Cicogna: cfr. Litta Triv., tav. III) e della duchessa Beatrice Serbelloni; e sorelle di Giorgio Teodoro, di Rosa e di Cristina (cfr. la nota al v. 190). Il metro è il verso sciolto: cfr. la nota d’introd. a p. 22.

Il giorno ch’Ermïon, di Citerea1
     Alma prole e di Marte, iva di Cadmo2
     All’eccelso connubio, e la seguía
     Tutta, fuor Giuno3, degli dei la schiera
     5Gratulando al marito e presentando
     Di cari doni la beata sposa.
     Col delio4 Apollo a salutarla anch’esse
     Comparvero le Muse. Una ghirlanda
     Striugea ciascuna d’olezzanti fiori
     10(Sempre olezzanti, perché mai non muore
     Il fior che da castalia onda5 è nudrito);
     E tal di quelli una fragranza uscía
     Ch’anco i sensi celesti inebbriava,
     E tutta odor d’Olimpo era la reggia.
     15De’ bei serti immortali adunque in prima
     Le divine sorelle incoronaro
     Dell’aureo letto nuzïal la sponda;
     Indi al canto si diero e alle carole.
     Della danza Tersicore guidava
     20I volubili giri; e in queste note
     L’amica degli eroi6 Callïopèa
     Col guardo in sé raccolto il labbro apriva:
Beltà, raggio di lui che tutto move7,
     Tu che d’amor le fiamme accendi, e godi
     25Star di vergini intatte e di fanciulli
     Nelle nere pupille, in guardia prendi
     Di Venere la figlia, e al tempo avaro8

  1. 1. Il giorno ecc.: Il Visconti ne Le Muse, poesia composta per le nozze Braschi nell’81 (cfr. la nota d’introd. a p. 9), cominciava: «Quando la bionda Ermione Cinta il bel crin di rose Giove all’eroe Fenicio In nodo aureo compose, Le figlie di Mnemosine Carme scioglieano arcano Della prole di Venere sul talamo tebano». — Citerea: Venere, cosí detta dall’isola di Citera a lei sacra. Cfr. Ovidio Fast. IV, 286.
  2. 2. Cadmo: il mitico fondatore di Tebe, figlio di Agenore e di Telefassa e fratello d’Europa e di Fenice. Secondo Erodoto (II, 49) era di Tiro, secondo Ovidio (Metam. IV, 571) di Sidone, secondo Pausania (IX, 12) di Tebe in Egitto. Si crede ch’egli introducesse in Grecia o dalla Fenicia o dall’Egitto un alfabeto di 16 lettere (Cfr. Erodoto V, 58 e Diodoro Siculo III, 67). Sposò Ermione, dalla quale ebbe vari figli, e uno fu Semele.
  3. 4. fuor Giuno: Questa dea era adirata con Cadmo in causa della sorella di lui Europa, cui Giove amò e rapí sotto forma di toro. Cfr. Musog., v. 119 e seg.
  4. 7. delio: dell’isola di Delo.
  5. 11. castalia onda: la fonte Castalia, sacra alle Muse, era a piè dell’Elicona. Cfr. Ovidio Am. I, xv, 36.
  6. 21. L’amica degli eroi: la Musa del canto epico.
  7. 23. raggio ecc.: emanazione de «L’amor che move il sole e l’altre stelle». Dante Par. xxxiii, 145.
  8. 27. e al tempo ecc.: cfr. La Bell. dell’Univ.,